Vita da Erasmus: Il Bom Dia di Martina Di Leonardo

Cosa penso quando mi parlano del Portogallo? Io penso alla mia amica Martina, che grazie all’ Erasmus è riuscita a vivere un’esperienza unica. Per lei partire è stato qualcosa che le ha cambiato la vita. Abbiamo sicuramente sentito la sua mancanza, anche se un po’ invidiosi. Ma al suo ritorno ci ha raccontato come si sia innamorata del Portogallo e quanto sia cresciuta caratterialmente.

Martina si è confrontata con se stessa. È venuta a contatto con le diversità di un altro paese e ha conosciuto nuovi usi e costumi. Ti racconto la sua avventura, grazie ad una intervista che mi ha rilasciato.

Perché hai scelto proprio il Portogallo?

Non ero mai stata in Portogallo. L’unico “Viaggio in Portogallo” che conoscevo era il romanzo del premio Nobel, Josè Saramago, che mi era stato sapientemente consigliato da un professore del mio corso di studi. Probabilmente è stata proprio la voglia di conoscere questo paese che mi ha spinta a fare domanda e a inserirlo come prima meta. “Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto ‘Non c’è altro da vedere’, sapeva che non era vero. La fine di un viaggio è solo l’inizio di un altro.”

Quali sono secondo te i motivi per partire in Erasmus?

Fare un elenco di motivi per cui bisognerebbe andare in Erasmus è un qualcosa che ritengo piuttosto banale. L’Erasmus bisogna viverlo, bisogna mettere da parte le paure, le barriere e le insicurezze che molte volte ci spingono a non voler affrontare una cosa per il timore di non farcela. Bisogna preparare la valigia, con quelle cose che in teoria dovrebbero bastarti per sei mesi e affrontare giorno per giorno quello che si presenta. Affrontarlo con la voglia di farcela e con la curiosità che solo un’esperienza come questa può stimolare.

Cosa hai imparato da questa esperienza?

L’Erasmus è una dimostrazione per mettersi alla prova, sperimentare, andare oltre i propri limiti, imparare a conoscere se stessi e gli altri e arricchire il proprio bagaglio culturale. Sono arrivata che non sapevo nulla e sono tornata a casa con i complimenti della mia padrona di casa per i progressi che avevo fatto con la lingua. Ho affrontato il primo esame all’università come se fosse la più difficile delle prove della mia vita e sono stata premiata con il voto più alto di tutta la classe.

Hai avuto qualche dubbio o paura prima di partire?

Prima della partenza i dubbi erano tantissimi e le paure ancora di più. Le mie conoscenze della lingua portoghese si limitavano al “bom dia”, buongiorno. Tornata in Italia finalmente ho capito cosa intendono i portoghesi per “saudade”. L’ho sperimentata sulla mia pelle. Mi sono resa conto che l’Erasmus è quel piccolo grande mondo di cui sentirò per sempre nostalgia.

Un consiglio per chi parte o vorrebbe partire?

Un’ esperienza all’estero ti prepara alla vita, apre gli occhi e allarga gli orizzonti. Non è mai tutto rose e fiori, ma sono proprio ostacoli e difficoltà che rendono tutto più significativo. Il consiglio che posso dare a tutti è di non perdere la possibilità di intraprendere questa nuova e meravigliosa esperienza.

Se ti ha appassionato questa storia ti invito a leggere anche l’esperienza Erasmus di Francesca in Spagna. Intanto ringrazio Martina per la sua testimonianza e ringrazio l’Università degli Studi di Teramo che dà a tutti noi questa possibilità.

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