6 aspetti di cui tener conto quando si scrive una tesi specialistica

Ho finito tutti gli esami universitari e non dovrò più farne altri, ma avrò davvero finito? Certo che no, manca ancora la tesi specialistica per raggiungere il traguardo.

In un articolo precedente avevo già dato dei consigli su come, a mio avviso, impostare una tesi triennale. Sicuramente quella serie di passaggi possono essere riproposti e molto utili, ma questa volta bisognerà tenere presente che si dovrà parlare anche di un caso reale, oltre ad analizzare degli argomenti o delle tesi già sviluppate da altri esperti.

Ciò che contraddistingue una tesi di laurea specialistica è la precisione dei dettagli sotto ogni aspetto. Lo so, è un lavoro molto minuzioso e richiede tempo, ma qualcuno lo dovrà pur fare! E toccherà proprio a te, a meno che tu non abbia qualcuno che possa farlo al posto tuo (non farlo mi raccomando!).
Adesso ti fornirò un breve elenco di alcuni aspetti di cui dovrai tenere conto.

1) Frontespizio

Se sei alla tua seconda tesi sicuramente conoscerai questa parola e forse anche tu, come me, sentendola per la prima volta avrai pensato ad una specie di insulto raffinato. Non è così. Con frontespizio si indica la prima pagina della tua tesi che riporterà il nome dell’Università, la facoltà frequentata, il corso di laurea, il titolo della tesi, il nome e cognome tuo, del tuo relatore e ipotetico correlatore e per finire l’anno accademico.
Esempio:

(LOGO FACOLTA’)

UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI (NOME DELL’UNIVERSITA’)
FACOLTA’ DI (NOME DELLA FACOLTA’)
CORSO DI LAUREA IN (NOME DEL CORSO DI LAUREA)

TESI DI LAUREA
(TITOLO DELLA TESI)

RELATORE/RELATRICE                                                                                                      LAUREANDO/A
(NOME E COGNOME)                                                                                                         (NOME E COGNOME)

 

ANNO ACCADEMICO (DATA DELL’ANNO ACCADEMICO)

2) Indice

Beh su questo penso non ci sia molto da dire, se non che deve essere il più preciso possibile perché riflette la struttura del testo. L’indice è composto da introduzione, capitoli, paragrafi, sottoparagrafi, appendici e allegati (se presenti), bibliografia.
Esempio:

Introduzione 5
1. Primo capitolo, (Titolo) 7
1.1. Primo sottocapitolo, (Titolo) 7
1.2. Secondo sottocapitolo, (Titolo) 7
2. Secondo capitolo, (Titolo) 11
2.1. Primo sottocapitolo, (Titolo) 11
2.2. Secondo sottocapitolo, (Titolo) 11
3. Conclusioni 13
4. Bibliografia 15

3) Bibliografia/sitografia

Questa deve essere rappresentata alla fine dell’elaborato e ha lo scopo di facilitare chi leggerà il vostro lavoro nell’individuazione delle varie fonti. Tutte le voci inserite nella bibliografia/sitografia devono avere un riferimento nel testo e devono essere state consultate (di norma sarebbe meglio non citare sulla sola base di riferimenti trovati in letteratura).

Esistono alcune norme comuni da rispettare sulla bibliografia:

  • indicare prima il cognome e poi (talvolta separato da una virgola) il nome per esteso o l’iniziale puntata del nome;
  • l’elenco dei testi segue l’ordine alfabetico per cognome dell’autore;
  • in presenza di più opere dello stesso autore si segue l’ordine cronologico di pubblicazione;
  • se si tratta di un curatore, viene indicato di seguito al nome, tra parentesi, “a cura di”, per es. Giglioli Pier Paolo (a cura di), Linguaggio e società, Bologna, Il Mulino,1973.
  • fermo restando l’ordine alfabetico, le opere singole precedono le opere di più autori e le opere di più autori precedono gli “a cura di”;
  • la bibliografia selettiva può essere divisa in sezioni (es. opere dell’autore, saggi critici, sitografia; oppure: studi storici, studi linguistici, dizionari, siti internet consultati; bibliografia generale, bibliografia dell’autore; ecc.);
  • gli elementi di un’opera che devono essere indicati sono: cognome, nome, titolo, luogo di edizione oppure, se sprovvisto, “s.l.” (senza luogo), casa editrice oppure “s.e.” (senza editore), anno di pubblicazione oppure “s.a.” (senza anno); in alcuni casi sono necessari anche il nome del traduttore, gli estremi del volume miscellaneo, della rivista o del quotidiano da cui è tratto il saggio/articolo;
  • i siti internet consultati, in ordine alfabetico, riportano tra parentesi la data di consultazione del sito, per es. http://www.unite.it/didattica/welcome.html (12/05/2006).

4) Citazioni e note

A tutti piace inserire qualche bella citazione ad effetto, sia che si tratti di una tesi specialistica sia nei dialoghi quotidiani. Tuttavia, se nel parlato la citazione non ha delle regole, nello scritto assolutamente sì.

Ecco cosa ti serve sapere:

  • la citazione breve deve avere delle virgolette a inizio e fine frase;
  • la citazione ampia (più di 4 righe) va scritta con un carattere più piccolo preceduta, non vengono utilizzate le virgolette e deve esserci una riga di spazio prima e dopo la citazione;
  • le omissioni nelle citazioni vanno specificate con tre punti tra parentesi quadre; es: […]

Dopo aver scritto una citazione ricordati anche di inserire una nota a piè di pagina dove riporterai la fonte della citazione e delle informazioni aggiuntive. La numerazione delle note non si ripete nei vari capitoli, ma continua in maniera progressiva.

Anche le note hanno delle loro regole di scrittura, da seguire in questo ordine:

  1. il nome dell’autore, puntato (completo solo con la presenza di un omonimo), e il cognome
  2. il titolo dell’opera, in corsivo
  3. il numero del volume, nel caso in cui le opere fossero divise in tomi
  4. il nome e cognome dell’eventuale curatore
  5. la città, seguita dalla virgola
  6. la casa editrice separata con una virgola dall’anno di edizione
  7. eventuali riferimenti al numero di pagina –>esempio: O. CALABRESE, L’età neo-barocca, Roma-Bari, Laterza, 1987, pp. 3-7.

5) Formattazione del documento

A tesi finita, o prima di iniziare a scriverla, è essenziale procedere alla sua formattazione (impaginazione, caratteri, paragrafi, ecc.).

In questa fase:

  • i margini devono avere un rientro maggiore (generalmente di 0,5 cm);
  • per la scelta del carattere è consigliabile il Times New Roman con dimensione 12;
  • il paragrafo deve essere “giustificato” e l’interlinea di 1,5 per facilitare la lettura;
  • inserire il numero di pagina.

6) Tabelle e figure

In ogni tesi specialistica la presenza di figure (grafici, immagini, ecc.) e tabelle è obbligatoria. Un po’ per far aumentare il numero delle pagine (sai anche tu che è così) e anche rendere quello che si scrive più comprensibile. Tutte, devono essere richiamate nel testo almeno una volta e devono essere inserite quando vengono citate per la prima volta.

Nello specifico:

  • le figure vanno numerate in ordine progressivo e deve essere presente una didascalia che ne illustri il significato;
  • le tabelle devono avere un titolo e vanno numerate indipendentemente dalle figure, utilizzando però lo stesso criterio.

Scommetto che non ricordavi che per scrivere una tesi nel modo corretto bisognasse fare attenzione anche a tutti questi dettagli, vero?

Ora che sai a cosa vai incontro, scrivere una tesi specialistica non sarà più un mistero 😉

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