Stereotipi universitari: 5 cose a cui fortunatamente non credo più

Nel corso della mia vita universitaria a Teramo ho dovuto ricredermi su 5 cose a cui non credo più, stereotipi universitari che nel corso di una triennale ho imparato a guardare per quello che sono, cioè, delle scuse che usavo per motivare le mie scelte all’inizio di questa mia nuova vita!

Quando esci dalle scuole superiori, o come me, decidi di riprendere in mano la tua vita e iscriverti di nuovo all’università, come sempre ti trovi di fronte alla scelta della facoltà più adatta e ai relativi luoghi comuni. Una facoltà è più semplice, in una entrano sempre e solo i raccomandati e un’altra ancora accetta solo alieni provenienti da non si sa quale universo parallelo.

Alla fine gli stereotipi universitari lasciano il tempo che trovano. Le 5 cose che, invece, porto sempre con me sono passione, studio, costanza, sacrificio e divertimento. Senza queste qualità tutti gli stereotipi universitari e ogni luogo comune si concretizza nella nostra mente. Quelli che ho preso in considerazione, sono quelli con cui ho avuto a che fare quando ho semplicemente aperto il sito dell’Università di Teramo e che in questi anni ho imparato a distruggere per poter essere uno studente migliore.

#1 SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE

La mia facoltà è la prima dalla quale si dovrebbe iniziare perché la più carica di luoghi comuni e stereotipi universitari. La prima volta che ne ho sentito parlare era definita “Scienze delle Merendine”, una laurea facile e con pochi sbocchi professionali. Diamine quanto si sbagliavano! Nessuna laurea è davvero facile, nessun esame si passa stando in silenzio davanti ad un professore. Ci vuole impegno, qualche caffè e la certezza di trovarsi di fronte a un percorso che ci rispecchia e ci piace.

Quando mi sono posto il problema lavorativo, invece, mi sono ritrovato in un mondo di opportunità. Comunicazione mi ha insegnato che nella vita basta applicarsi e ampliare le vedute perché davanti a noi si aprano, non porte, ma corridoi che mi hanno condotto alle risorse umane, al social media management, al giornalismo ecc…

#1.1 DAMS

Già da questo puoi comprendere che ho mentito, non ci sono solo 5 cose a cui non credo più ma molte di più. Non prendertela, ma la stesura della tesi mi ha lasciato, come puoi vedere dal titolo, una crisi del paragrafo che ancora mi porto dietro. E per me il DAMS, all’inizio, era davvero un paragrafo della mia vita universitaria. Credevo, sbagliandomi di grosso, che tutti quanti gli studenti di questo corso fossero degli artisti in grado di ballare, cantare, suonare e fare tripli salti mortali carpiati, il tutto contemporaneamente. La verità è che sono ragazzi con una grande sensibilità artistica che vogliono specializzarsi e trovare un modo di esprimere loro stessi e le loro passioni.

#2 SCIENZE POLITICHE

Ammetto che inizialmente volevo iscrivermi a questa facoltà, tentato dall’idea di uno studio politico che mi avrebbe condotto alla carriera in Parlamento, al governo e al dominio del mondo!

Mi sono sempre chiesto se i miei eroi di infanzia come Darth Vader, Sauron o qualsiasi personaggio di Game of Thrones abbia mai pensato di studiare in questa facoltà. Ma il dominio e l’oscuro studio della materia politica non è poi così oscuro e vincolante. La maggior parte dei ragazzi che ho visto studiare nei suoi corsi sono sempre state persone pacate e volenterose. Non importa quale sia il luogo di provenienza geografica o a quale scuola di pensiero si appoggino, la loro via è sempre una e storica: “Disapprovo ciò che dici, ma mi batterò fino alla morte perché tu possa dirlo”

#2.1 ECONOMIA

Questo è invece il primo vero viaggio nell’interfacoltà, come entrare nell’iperspazio e gettarsi nelle grandi e rassicuranti mani di Smith. Sì,  se non hai capito questa frase sei fra quel 95% delle persone che non si iscrive a economia e al massimo pensa che la metà di loro si occupi di finanza o faccia il commercialista!

La prima volta che ho sentito parlare di questo corso pensavo che ci fossero solo due indirizzi: Smith e Marx. Scegliere da quale lato della forza economica stare per la salvezza dell’universo. Ho dovuto anche qui ricredermi, in realtà quello che fanno è molto più alla portata di noi poveri ed ingenui umani, non li vedi mai dibattere su correnti economiche quanto invece sul fare e non fare. L’unica cosa che valutano? Quello che vogliono dal loro futuro!

#3 GIURISPRUDENZA

Questa è la facoltà che ha più stereotipi universitari dopo Scienze della Comunicazione. Penso che, almeno una volta nella vita, uno studente di Giurisprudenza si sia sentito dire la frase “ma quindi vuoi fare l’avvocato?” e ho sempre pensato che in realtà chi studia in questa facoltà non sappia davvero cosa vuole fare. E questo è perfettamente normale, la vita di un universitario cambia costantemente. Ogni giorno ci sono materie diverse che ci appassionano e con le quali, alle volte, invece combattiamo. Giurisprudenza mi ha insegnato questo: poniti degli obiettivi, cambia strada e raggiungili lo stesso. Non importa quante e quali materie approccerai nella vita se hai qualcosa a cui puntare!

#4 BIOSCIENZE

Quando mi hanno detto che i due corsi di spicco di questa facoltà erano “Viticultura ed enologia” e “Scienze e tecnologie alimentari” come tutti ho pensato che qualora non vi avessi trovato un dietista avrei potuto ripiegare su un buon vino consigliato da un qualche sommelier. Ovviamente come tutti gli stereotipi universitari, come hai ormai capito, non c’è niente di più falso. Alla fine ho visto questi ragazzi fare cose impensabili e fantastiche, un anno di quelli recenti, ho visto cose che voi umani non potreste mai immaginare! Confetti adatti agli sportivi più estremi e caramelle create usando metodi alternativi. Non sono dietisti, nutrizionisti o sommelier ma scienziati, alle volte anche un po’ pazzi!

#5 MEDICINA VETERINARIA

Non ho mai avuto idea di cosa pensare su chi studia in questa facoltà. Ne ho conosciute di persone in questo ambito nei miei anni a Teramo ma ho dovuto ricredermi su tante cose. Lo stereotipo che ogni veterinario ha almeno un animale domestico, sia un cane, gatto o tartaruga, è vero. Credo che sia l’unico luogo comune che ho dovuto confermare nella mia vita. Sono dovuto scendere a patti con la mia logica, però, quando pensavo a loro come dei medici di cani e gatti. Sbagliato! Come sempre, come tutte le altre categorie.

Questi ragazzi sono più concreti di quello che sembra. Passano il loro tempo alternandosi tra studio in aula e pratica su qualsiasi tipo di animale. Fanno parte di una di quelle facoltà che ho imparato a conoscere come una grande famiglia, che è abituata a prendersi cura di animali e persone di qualunque genere.

#5.1 TUTELA E BENESSERE ANIMALE

Non potevo non finire con Tutela e Benessere Animale, che come le altre ha i suoi stereotipi universitari comuni. Quando non passi il test di medicina finisci a biologia, quando non entri a scienze fisioterapiche, finisci la domenica a guardare le partite della lega pro e quando non riesci ad accedere a medicina veterinaria finisci a tutela e benessere animale. Questo è uno dei luoghi comuni, in parte vero ed in parte falso. Nessuno comprende che una passione ha i suoi gradi di soddisfazione. Non puoi lasciare che un test o una difficoltà frenino il tuo sogno. I ragazzi e le ragazze di Tutela e Benessere animale lo sanno benissimo. Non importa la tua qualifica se quello che vuoi è proteggere e curare i tuoi amici a 4, 2 o nessuna zampa. Ciò che importa è vivere il sogno!

Spero che tu, lettore di questo viaggio stereotipato sui vari luoghi comuni, ti trovi adesso in confusione. Perché quando si hanno certezze, quando il mondo si divide in giudizi troppo precisi allora qualcosa non va. La vita è un continuo divenire e le scelte che facciamo non possono e non devono essere influenzate da pensieri stupidi.

Ciò che mi ha davvero insegnato la mia Università degli Studi di Teramo? Non fermarti alla prima impressione: conosci, conosci, conosci!

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