Stefano Blois, un giornalista con un sogno: la telecronaca!

Stefano Blois, al primo anno di Scienze della comunicazione, membro del Digital Team, Team manager del Giulianova Basket, giornalista e telecronista sportivo, sogna un giorno di diventare telecronista per la Nazionale di Basket. È un ragazzo eclettico e pieno di energie. La sua giornata è costellata da mille impegni ma trova sempre il tempo per un caffè e due chiacchiere e, se serve, per spiegarti qualche nozione di logica. Tra una lezione e l’altra ho approfittato per fargli qualche domanda.

Mi accoglie con il solito sorriso e l’entusiasmo che lo contraddistinguono ed esordisce dicendo:

“Strano fare l’intervistato, di solito sono l’intervistatore!”

Quali sono i tuoi interessi? 

Il mio interesse principale è sicuramente lo sport, in particolare il basket. Infatti sono molto contento di lavorare in questo ambito. Purtroppo non sono un buon giocatore, ma sono riuscito a canalizzare questa mia passione per lo sport in settori per cui sono più portato:  il giornalismo sportivo, la telecronaca e ,come sai, facendo il team manager per il Giulianova Basket. Oltre a questo amo la musica, la compagnia degli amici e, da circa un anno, mi sono riavvicinato alla lettura. Questa è stata una vera e propria svolta nella mia vita, leggere mi ha migliorato molto, non solo nel mio lavoro di giornalista.

È nata prima la passione per la scrittura o per lo sport?

Questa è una domanda interessante! Con la scrittura ho sempre avuto un rapporto di amore-odio. A 4 anni già sapevo leggere e scrivere, successivamente, e per diversi anni, ho avuto un totale rigetto per la lettura e la scrittura. È stata una fase molto lunga e di forte distacco che mi ha condizionato anche a scuola; l’iscrizione all’università per me è stata una rivincita, fino a pochi mesi fa non avrei mai pensato di superare questo scoglio. La passione per lo sport è nata invece più tardi, verso i 14 anni ma, come ho già detto, non ero un buon giocatore. Tuttavia l’esperienza di giocare mi è servita per capire tante cose: saper stare in un gruppo, imparare a rispettare i ruoli, confrontasi con gli altri, superare gli ostacoli… tutte cose che mi hanno fatto crescere.

Perché hai scelto proprio questa facoltà? 

Pensando a tutte le facoltà , credo che Scienze della comunicazione sia l’unica che rispecchia il mio carattere. Ho molti interessi, mi piace spaziare e credo che questo corso di laurea metta a disposizione diverse opportunità di carriera, dandoti la possibilità di scegliere rispetto ad altre facoltà che invece sono più settoriali. Infine l’ho scelta anche per le mie aspirazioni e per il lavoro che vorrei fare.

Cosa vorresti fare “da grande”? Pensi che questa facoltà ti sia utile a raggiungere il tuo obiettivo?

Il mio sogno a lungo termine è di diventare telecronista della Nazionale Italiana di Basket. Sono già tre anni che faccio la telecronaca (qui puoi trovare la telecronaca della scorsa partita in casa). Ho iniziato per caso e mi sono immediatamente appassionato; direi che tra tutte le cose che faccio è quella che mi piace di più. Per questo quando mi chiedi cosa sogno di fare ti dico: il telecronista. La Nazionale è una cosa che emoziona e unisce tutta l’Italia e quando vince, e sei tu la voce narrante di quella partita, beh, credo sia la soddisfazione più grande per un telecronista (un po’ come per i mondiali con la voce di Caressa). Il mio obiettivo attuale, su cui mi sto concentrando ora, è quello di vivere il presente e di avere una relazione positiva con me stesso e con gli altri. L’università, al di là dello studio, mi ha dato la possibilità di fare tutto questo; conoscere tante persone, relazionarmi con loro e confrontarmi con situazioni diverse. Senza contare il fatto che mi aiuta a livello lavorativo: sono un giornalista e il mio settore è la comunicazione! Ma non è tutto, in quanto ho deciso di iscrivermi all’università soprattutto per attuare un percorso di crescita personale.

La domanda sorge spontanea: come riesci a conciliare tutti questi impegni?

Secondo me quello di conciliare gli impegni è un falso mito. Paradossalmente, più impegni hai e più riesci a gestirli. Può sembrare assurdo, ma sono convinto che se avessi solo l’università, il mio rendimento sarebbe peggiore rispetto a quello che sto avendo. La chiave è fare cose che ti piacciono e non ti pesano. Per me conciliare tanti impegni è uno stimolo, perché devo riuscire a raggiungere tutti i miei obiettivi che sono tanti e diversi. Ognuno poi ha il suo ordine mentale; io ad esempio sono abbastanza caotico, ma nel mio caos riesco a trovare un equilibrio che mi permette di fare tutto. Se dovessi dare un consiglio, direi di non spaventarsi quando ci sono più cose da fare perché è solo una questione di volontà.

Che consiglio daresti a chi, come te, vuole diventare un telecronista e giornalista sportivo?

Il mio consiglio è di farlo con passione, sopratutto a questa età, di non pensare ai soldi e agli ostacoli che possono deviarti dall’obiettivo finale. Chiaramente penso ci voglia un talento di base ma, oltre a quello, che servano tre requisiti fondamentali: passione, umiltà e pazienza. Se li hai, sei già un passo avanti per diventare un buon giornalista.

Fai parte del Digital Team: cosa pensi di questa esperienza?

Penso che sia un’ottima opportunità a patto che venga recepita nel modo giusto. Se lo fai perché devi, non ne esce fuori niente di costruttivo, ma se lo fai appunto con passione, condividendo con gli altri ragazzi del team esperienze interessi e voglia di fare, diventa un opportunità di crescita personale e condivisa. Come tutte le cose bisogna trovare la giusta chiave di lettura. Potenzialmente è un ottima iniziativa purché venga affrontata con il giusto spirito, proprio come in un partita di basket.

I membri del nostro Digital Team sono pieni di sogni e passioni!

Leggi della nostra fotografa Lorenza 😉

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