Specialistica Unite: perché l’inglese è così importante?

Ti sei iscritto o pensi di iscriverti ad una specialistica Unite? Ultimamente si parla tanto dell’importanza dell’internazionalizzazione dei corsi di studi. Preferiamo un corso di studi in inglese o in italiano? Dal mio punto di vista studio Management and Business Communication completamente in inglese e ho fatto questa scelta per tanti, tantissimi motivi.

Ci ripetono da una vita che nel nostro paese non c’è spazio per noi, che comunque l’inglese è importante in qualsiasi paese vivi e che la nostra generazione sarà sempre quella in grado di cambiare tutto questo. Noi siamo quella generazione Erasmus che nasce nel proprio paese, cresce all’estero e muore in qualche dimenticato spazio virtuale. Ma vogliamo davvero cambiare?

Italians do it better (?)

Io non credo che gli italiani lo facciano meglio, qualsiasi cosa essi facciano. Credo che molte cose siano fatte bene ma non perché sono italiani, solo perché sono capaci e competenti come persone. Oggi siamo sempre più radicati in due filoni di pensiero: quelli che studiano più di una lingua e quelli a cui basta l’italiano. Ci convinciamo che se qualcuno non sa la nostra lingua non può stare sul nostro suolo e ci chiediamo come facciano i nostri ragazzi ad andare via. Dovremmo smetterla di dare un tocco così personale e possessivo a tutto questo. Non è il nostro suolo e questo noi lo sappiamo nel momento in cui finiamo per trovarci a 10 mila metri di altezza. Non è la nostra lingua nel momento in cui atterriamo e il nostro tassista è un genovese che parla un inglese perfetto.

Noi abbiamo imparato che non abbiamo niente di nostro se non il nostro futuro. Quello che vogliamo, che sia in Italia o in un qualsiasi paese del mondo, è realizzare i nostri sogni. Non pensiamo mai che se facciamo qualcosa bene è perché siamo italiani. Lo pensiamo perché siamo noi!

Un matrimonio all’inglese

Una volta capito che non importa in che paese si vive purché si viva, ci dobbiamo chiedere perché proprio l’inglese. Da un paio di anni a questa parte è stato definito “Globish” perché è la lingua scelta per la globalizzazione. Nonostante l’imperante presenza di lingue come il cinese o l’arabo, noi siamo ormai sposati con l’inglese. Leggiamo articoli in inglese, guardiamo serie e film con i sottotitoli a darci sicurezza e viaggiamo finché non ci fanno male i piedi o il conto in banca (che, per inciso, non abbiamo quindi non ci potrà mai far male ma sicuramente potrà fermarci). Come in una vera vita di coppia nascondiamo le nostre origini tra gli accenti inglese, scozzese o irlandese sperando che nessuno si accorga che le nostre frasi sono troppo complesse e senza mai sfociare in termini inesistenti.

Magari non eravamo pronti a questo tipo di relazione, ma il nostro matrimonio all’inglese è uno di quelli all’antica. Non possiamo divorziare, non ci sarà un consulente, al massimo qualche corso di perfezionamento. Un matrimonio di questo tipo dura una vita, ma è una relazione aperta!

L’inglese in una specialistica unite

Parlando con i miei colleghi della specialistica unite in Management and Business Communication ho chiesto loro perché si fossero iscritti. Molti di loro volevano migliorare il loro inglese in materie piacevoli. Si può dire che sia la stessa materia marketing se fatta in inglese? E per coloro che studiano in materie scientifiche è davvero lo stesso studiare chimica in un’altra lingua? Da quando mi sono immatricolato in questa università ho conosciuto tanta, tantissima gente proveniente dalle culture più disparate. Di questi, sperando che non me ne vorranno gli altri, cito Micheal, Santosh e Aleksandra. Il primo è l’esempio di come approdare in Italia in quota internazionale paghi. Ha imparato l’italiano anche se a tentoni ma è così competente che questa lingua è un di più, mai un ostacolo. Santosh e Aleksandra, invece, sono due miei colleghi che senza quest’opportunità universitaria non avrei mai conosciuto e mi sarei perso un mondo.

Perché è così importante l’inglese? Non è l’inglese in sè ad esserlo ma le porte che ci apre. Possiamo fare la figura dello stereotipo italiano al cinema o parlare come il tassista citato prima e comunque non potremo mai privarci della possibilità di conoscere una cultura diversa.

Quando la valigia è ormai pronta

Quando sei pronto per partire, probabilmente sei già atterato. Viviamo in quel genere di mondo che è così centrato su di noi da non aspettarci in nulla. Sa che se procrastiniamo troppo alla fine non concludiamo niente. Sa che se non abbiamo quel piede sul nostro traguardo non ammetteremo mai di essere stati in gara. Siamo in quel genere di mondo in cui la valigia è ormai pronta e noi siamo appena arrivati alla nostra prima destinazione. Qualcuno dirà che siamo una generazione di nomadi che non ha radici ma solo un territorio dove vaga in cerca dell’opportunità migliore. Sono quelle stesse persone che non hanno ancora capito che la nostra patria è il mondo e che la lingua è per noi un esercizio di stile da inserire in qualche traduttore.

 

Se ho scelto una specialistica unite in inglese ci sono tante ragioni, una tra queste è che non voglio privarmi di una possibilità. Perché il problema, in un mondo in divenire, non può essere semplicemente la scelta della lingua. Noi siamo come degli smartphone in carne ed ossa, la lingua è solo il primo passaggio, ciò che ci rende veramente unici sono le applicazioni che facciamo alla nostra vita.

 

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