Rossana e il cambiamento che fa crescere

Dal Venezuela in Abruzzo. Un viaggio che ha portato nella vita di Rossana un grande cambiamento, personale e culturale. Ma anche una consapevolezza delle proprie radici e una voglia di futuro. Un’intervista tutta da leggere.

Rossana, parlaci di te e di come sei arrivata in questa università.

Sono una ragazza venezuelana che ha deciso di lasciare il suo paese, data la crisi politica, umanitaria ed economica che colpisce tutti i venezuelani. Ho radici italiane. Infatti, vengo da una famiglia italiana e i miei nonni sono andati a vivere in Venezuela dopo la guerra, per cercare un futuro migliore e nuove opportunità. Adesso sono io a tornare nella terra dei miei nonni per fare la stessa cosa, al contrario. E ora capisco quanto una simile cosa induca un cambiamento profondo in se stessi e nel modo di vivere.

Come mai hai scelto questa facoltà rispetto alle altre?

Ho scelto questa facoltà perché da sempre sono stata appassionata al mondo del marketing, dei social e soprattutto delle lingue. Così non ho avuto delle difficoltà nell’individuare il campo che maggiormente mi interessava approfondire e studiare.

Rossana e la voglia di cambiamento

Rossana Rangel Assiso

Quali difficoltà hai avuto nell’ambientarti nella nostra cultura?

Prima di venire a vivere in Italia già conoscevo la vostra cultura per il fatto di venire da una famiglia italiana. Ho anche avuto la possibilità di fare delle vacanze qui per conoscere un po’ di più ciò che mi aspettava. Ovviamente, come tutti gli inizi, ho avuto dei momenti belli e alcuni più difficili.

Ho avuto delle difficoltà soprattutto nel conoscere nuove persone e nel fare amicizia. Sembrerà paradossale per chi legge, ma è stato difficile adattarmi a vivere in un posto molto più tranquillo rispetto a quello in cui sono cresciuta.

Tre principali differenze tra il sistema scolastico venezuelano e quello italiano.

In Venezuela gli studenti devono indossare la divisa scolastica che dipende dal livello di studio dello studente. Alle elementari la camicia è bianca, alle medie è blu e alle superiori è beige. Possiamo scegliere solo tra il liceo classico o il liceo scientifico, non abbiamo altre opzioni. L’insegnamento del inglese è obbligatorio nel sistema scolastico venezuelano. Ci sono delle scuole infatti che offrono la possibilità di fare certe materie in inglese ed altre in spagnolo. Infine ci sono delle scuole che ti danno solo la conoscenza della lingua senza insegnare delle materie specifiche.

Cosa consiglieresti a chi vuole intraprendere un cambiamento molto importante, come hai fatto tu?

Di non arrendersi mai, perché tutti i sacrifici vengono ripagati e perché, anche se non sembra, il cambiamento è positivo.  In un primo momento tutto sembra difficile, poiché lasciamo la nostra terra, le nostre abitudini, la nostra cultura e i nostri amici per ricominciare da capo. Ma questo ci aiuta a crescere come persone e soprattutto apre nuove porte al nostro futuro. Bisogna investire sul proprio cambiamento e sulle nuove esperienze a cui andremo inevitabilmente incontro.

In cosa ti ha fatto crescere questa facoltà e quali progetti hai per il futuro?

Teramo mi ha aiutata a comprendere e analizzare meglio il mondo in cui siamo immersi e i meccanismi comunicativi che lo regolano. Dopo la triennale vorrei frequentare la magistrale per approfondire di più l’ambito della comunicazione d’impresa. Nel mondo del lavoro ormai nessuno può fare a meno di comunicare le proprie potenzialità e le proprie unicità, soprattutto le aziende. Per questo un esperto di comunicazione che si occupi di gestire l’identità della persona o dell’azienda è una figura fondamentale ora più che mai.

Il cambiamento è positivo… ancora non ne sei convinto?

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