RED – Festival di Teatro Sperimentale

Si è conclusa da poco la seconda edizione di RED, il festival di teatro sperimentale a Teramo. Da studentessa DAMS l’ho vissuto a pieno, sia all’interno dell’ Università di Teramo stessa, sia al teatro comunale. Sono riuscita a guardarlo con occhio da spettatore e, in uno degli spettacoli, da performer casuale; ora ti parlerò di questa nuova realtà.

Partiamo dall’inizio

Il Festival di Teatro Sperimentale RED è organizzato e pubblicizzato da ACS Abruzzo Circuito Spettacolo. Si è svolto nella nostra Teramo dal 7 al 22 marzo grazie alla volontà e/o bisogno di Rolando Macrini, insieme al contributo del Teatro Eliocentrico, La Mama Umbria International e dell’Università di Teramo/DAMS. Gli spettacoli sono stati preceduti da quattro incontri tra gli artisti e gli studenti del DAMS durante le lezioni del Prof. Fabrizio Deriu, docente di Culture teatrali e performative.

Cosa è veramente RED?

RED, come ho già detto più volte, è un festival di teatro sperimentale; prevede quindi una serie di spettacoli, il cui obiettivo comune è quello di rivalutare la concezione di teatro che la maggior parte delle persone ha attualmente, in special modo noi giovani. Il teatro non è un privilegio o un’esclusiva per soli “borghesi”, anziani e/o appassionati, ma molto di più. RED vuole e cerca di arrivare a tutti: dall’anziana signora amante di teatro al contadino cinese, dal ricco imprenditore allo studente di Scienze della Comunicazione.

Come intende farlo?

Attraverso la ricerca e la sperimentazione di nuovi spazi performativi, spettacoli itineranti, invasivi e che abitano in luoghi inusuali o addirittura opposti a quelli tradizionali. Riesce a stimolare curiosità, la voglia di vedere qualcosa di diversonuovo e, perché no, il coraggio per mettersi in gioco in una situazione insolita. Per farti capire: si può rappresentare Otello di Shakespeare al bar? Magari mentre si gusta un semplice caffè o un aperitivo? Si, ed è anche molto figo! Lo spettacolo d’apertura di questa edizione è andato proprio così. Tutto questo alla portata di chiunque perché il costo di uno spettacolo è minore rispetto ad un biglietto del cinema!

Quindi, cos’è il teatro sperimentale?

Una forma di teatro che non si basa sui tradizionali canoni di recitazione, ma dove si sperimenta tutto. Movimenti del corpo, modi di recitazione, infinite modalità di rappresentazione, scrittura del testo stesso. Molto importante è l’improvvisazione perché durante lo spettacolo vengono messi in gioco la tua personalità, le tue emozioni, le tue sensazioni, riuscendo a stimolare fantasia e creatività. Gli spettacoli sono quasi senza trama, condotti su considerazioni e riflessioni di carattere universale (vita, universo, morte, mistero, ecc). Spesso sono solo la danza e la musica che fanno da registro unico per lasciare che la mente spazi in un’area più libera. In Italia è solitamente ricondotto solo agli anni ’70 del novecento ma in realtà è ancora vivo e RED crea l’opportunità di dargli voce. Esiste ed insiste.

Arriva al suo scopo?

A chi più, a chi meno. Per questo discorso bisogna considerare il background di ognuno e l’apertura verso esso, oltre alla quasi scontata grande capacità comunicativa dei performers. Ad esempio, tu riusciresti a vedere uno spettacolo interamente in silenzio? Il rischio di vedere persone alzarsi e andare via c’è. Con il secondo spettacolo di RED ciò non è avvenuto, il silenzio è riuscito ad essere estremamente suggestivo, interessante e coinvolgente. Quando tra gli attori e lo spettatore si crea un rapporto, quella “chimica”, allora è fatta: l’obiettivo è stato raggiunto.

Chi è la mente di RED?

Il suo direttore artistico, Rolando Macrini. Attore e regista di Mosciano Sant’ Angelo (TE) si è formato presso il CUT di Viterbo e ha intrattenuto rapporti con la MaMa Experimental Theatre Club di New York e La MaMa Umbria International di Spoleto. Macrini ha realizzato numerosi spettacoli messi in scena in Italia e all’estero, come La Fattoria degli Animali andato in scena a New York. Ha dedicato buona parte del suo lavoro a Bulgakov, realizzando la messa in scena di Cuore di Cane. Da anni collabora con il Centro Universitario Teatrale di Viterbo, conosciuto per le sue opere dal carattere sperimentale, musicale e visivo. Una formazione non italiana che, a suo dire, gli ha permesso di vedere il teatro come una grande scatola magica in cui tutto può essere se l’idea partorita dall’illuminazione alle 5 e mezza del mattino è buona, ha cioè un messaggio così importante da doverlo far sapere a tutti.

 

Se ancora non ti sei stufato a sentire storie di teatro non puoi non leggere l’intervista ad un’attrice/studentessa

l’esperienza di un tirocinante alla ACS e scoprire il mio corso di laurea DAMS.

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