La passione per il cinema nell’esperienza di Mattia Paone

Oggi ti racconto di Mattia Paone, un giovane regista, attore e sceneggiatore di Pescara. L’amore per il cinema, l’università, il teatro e il suo film d’esordio. Percorriamo in breve la sua esperienza.

Che cos’è per te il cinema e quando è nata la tua passione?

Da piccolo, nel 1993, quando andai a vedere Jurassic Park al cinema. Provai terrore e nello stesso tempo divertimento per una cosa che non esiste, creata da un autore. Per me il cinema è vivere tante vite, storie finte ma che riescono a coinvolgerti, a farti amare e immedesimarti nei suoi personaggi.

Nonostante la tua passione per il cinema nasca da piccolo, solo all’università intraprendi una strada affine ad essa. A cosa ti è servita?

Purtroppo le scuole di cinema erano costose, e quindi non ho potuto fare un corso specifico, poi una mia amica mi parlò di un corso all’università di Teramo, Comunicazione Artistica e Multimediale. Qui si studiava un po’ tutta l’arte in generale compreso il cinema. Mi piacque. L’università mi è servita molto per maturare le mie conoscenze sui vari campi artistici, ma soprattutto per incontrare persone con la mia stessa passione e poterne discutere fuori e dentro l’università. Nella pratica, per capire meglio come proporre al pubblico un determinato prodotto, mi ha dato una visione del sistema cinema.

E dopo che cosa hai fatto?

Ho scoperto per caso un corso di teatro, anche se non era mia intenzione recitare, a causa della mia timidezza. Avevo timore a stare dall’altra parte poi però, vivendolo, ho scoperto che poteva essere molto interessante. Inoltre ho frequentato un corso di cinema ad Atessa che si è concluso con la realizzazione di un corto, ‘’Aglio rosso’’, affiancato da figure professioniste, una troupe e un budget a disposizione. Io ero alla regia. Lì ho capito realmente come si lavora con un vero set.

Intanto hai seguito percorsi individuali, infatti so che hai realizzato un film e adesso stai girando un corto. Spiegami in breve l’iter per arrivare a ‘’Verde di mezzanotte’’.

Ad un certo punto ho sentito il bisogno di sdebitarmi con il cinema per tutto quello che mi aveva dato e quindi ho iniziato a scrivere tutte le idee che mi venivano in mente e, quando le ho unite a tutto quello che ho assimilato guardando tantissimi film insieme, hanno formato qualcosa di nuovo. Così è nato ‘’Verde di mezzanotte’’, girato senza troupe né attrezzatura, solo con una semplice telecamera. Non sapevo realmente come si girasse un film allora lessi ‘’Manuale di sceneggiatura’’ del celebre Age che, con un piglio scherzoso, spiegava il passaggio che c’è dall’idea alla scrittura spiegando i vari step. Per il resto ho seguito l’istinto.

Per quanto riguarda ”A.V.I.O.”?

È un corto fantascientifico ambientato nel futuro che tratta la tematica della cecità intesa come mentale e fisica. Si chiama ”A.V.I.O.” per il colore delle giacche degli aviatori, un azzurro quasi grigio che rappresenta la perdita de sentimenti. Rispetto a ”Verde di mezzanotte” adesso ho una maggiore conoscenza, attrezzatura e la figura del direttore della fotografia.

Noto che nei tuoi lavori da molta importanza ai colori, sbaglio?

No, non sbagli, perché ogni colore trasmette determinate sensazioni ed emozioni, di conseguenza il loro uso mi permette di far veicolare quello che voglio trasmettere.

Quali sono le tue influenze in ambito cinematografico?

Steven Spielberg, a cui sono legato dall’infanzia, insieme a Joe Dante e Robert Zemeckis, poi sicuramente John Carpenter, Quentin Tarantino, Brain de Palma, Robert Rodriguez, Roger Corman, ma ce ne sono tanti altri. Principalmente deve essere un regista autoriale, ossia che crea una sua filmografia ad hoc e non film su commissione.

Regia o recitazione?

Nel cinema regia, a teatro recitazione.

Cosa consigli a chi ha la tua stessa passione e vuole avvicinarsi a tale arte?

Ci sono due modi secondo me: dal particolare al generale, ossia iniziare da film che già conosciamo, esplorare quei registi o attori per arrivare, grazie a dei collegamenti, a tutto il resto, perché tanto il cinema funziona per gradi di separazione; dal generale al particolare, ovvero partire dalla nascita del cinema e il precinema fino al cinema di oggi.

Se vuoi conoscere di più Mattia visita il canale youtube Digital Novel

Condividi: