Mattia De Iulis: disegnatore, illustratore e colorista al Teramo Comix

Vuoi diventare anche tu un disegnatore professionista? L’esperienza di Mattia De Iulis, ospite con noi al Teramo Comix, può aiutarti a capire come iniziare.

Dai primi passi a colorista per Sergio Bonelli Editore

Mattia è un talentuoso artista di 26 anni nel settore del disegno. Dai primi passi nella Scuola Internazionale di Comics, è passato a importanti collaborazioni. Fa parte del collettivo Kuro Jam come disegnatore e colorista di “Kimeramendax”. Vincitore del premio “Miglior Colorista per Autoproduzioni”, attualmente lavora come colorista per Studio AranciaSergio Bonelli Editore. E non mancano i primi contatti con la Marvel! Con modestia dice che il suo stile deve ancora maturare, ma molti sanno che il suo talento è evidente e innegabile. L’ho incontrato al Teramo Comix, dove mi ha raccontato del suo percorso e dei suoi sogni nell’intervista che voglio condividere oggi con te.

 Chi è Mattia De Iulis?

Mattia de Iulis è un sognatore. Sognare mi ha aiutato nella creatività, portandomi a riprodurre storie e personaggi dalla mente alla carta. Sono un grande appassionato di calcio e serie TV.

Come è nata la tua passione per il disegno?

Ho sempre disegnato, sin da piccolo, anche grazie ai miei genitori che mi hanno trasmesso questa passione. Durante gli anni della scuola superiore ho iniziato ad apprezzare ancor più questo mondo, decidendo di proseguire gli studi nella Scuola Internazionale di Comics.

Qual è stato il tuo percorso di formazione?

Ho frequentato 3 anni di illustrazione alla Scuola Internazionale di Comics di Roma e 1 anno di colorazione digitale per fumetti americani con David Messina e Ilaria Traversi. I primi 3 anni sono stati formativi a livello di creatività sulla tavola. L’anno della colorazione mi ha dato una grande spinta verso lo stile americano.

Quali sono gli elementi stilistici che ti contraddistinguono? A quali artisti ti riferisci?

Nel disegno dicono che ho uno stile ben definito, cosa che ancora non sento di avere perché è qualcosa che si acquisisce col tempo e con la maturità. Per ora mi ritengo soddisfatto di ciò che realizzo su carta. A livello di colorazione mi riferisco a stili pazzeschi, come di Justin Ponsor, Marte Gracia, Alejandro Sánchez Rodríguez, Matthew Wilson e Dave McCaig. Sono formidabili sia come palette cromatica sia per la modellazione. Per il disegno apprezzo Stuart Immonen, Olivier Coipel, Jorge Jimenez. Di disegnatori italiani seguo Sara Pichelli, David Messina, Emanuela Lupacchino, Gigi Cavenago,Giacomo Bevilacqua e Lorenzo Ceccotti.

disegnatore

Qual è il lavoro che ti ha lanciato?

Finito il corso di colorazione ho iniziato a lavorare quasi subito, prima da assistente poi da collaboratore con altri professionisti. Ho capito che poteva essere la strada giusta, anche se poi in fondo non sono mai sicuro di riuscire a “sfondare”. Un giorno ho ricevuto una chiamata dallo sceneggiatore Bonelli, con cui è nata una collaborazione che ancora va avanti: per lui lavoro, infatti, come colorista su due testate.

Da dove viene la tua ispirazione?

A volte mi capita di fissare le persone perché hanno un taglio di luce particolare. Non farci caso, non sono pazzo! Semplicemente ogni cosa per me è buona per trarne ispirazione, come il cinema, ad esempio, che ha una resa sempre ricercata e adatta al fumetto. Anche le serie TV sono una grande fonte di ispirazione.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Diventare un calciatore! Scherzo, era una volta. Scherzi a parte, il mio sogno è di entrare in una delle major americane che sono la DC Comics e Marvel. Posso dire di aver già avuto dei primi contatti, infatti non ci dormo la notte ripensandoci!  Anche poter colorare i maestri che tanto ammiro o magari da disegnatore poter essere colorato da maestri del genere sarebbe sicuramente un altro sogno che spero e per cui lavoro tutti i giorni per realizzarlo.

Cosa consiglieresti a un giovane disegnatore?

Di non fare affidamento soltanto su scuole blasonate. Puoi spendere tanti soldi e fare tante scuole diverse ma senza curiosità, passione, pazienza e pratica non si raggiungono buoni risultati. Se si riesce a crescere superando i propri limiti pian piano si può trovare posto in questo settore. Quindi non è una giustificazione dire che quello del disegnatore è un settore saturo di personale o di professionisti. In realtà penso sia un settore nel quale si può lavorare anche su internet, poiché lì c’è tanta richiesta. Il consiglio più grande è quello di essere costanti, voraci di pratica tutti i giorni. Magari iniziando a vedere dei video tutorial. A scuola possono dare delle direttive, una giusta impostazione, però se non si mette in pratica quello che viene detto non si può migliorare.

Come utilizzi i social network nel tuo lavoro?

I social sono una fonte incredibile, possono essere usati come vetrina per i propri lavori. Bruciano tutti quei chilometri che si contrappongono tra te e un professionista. Tramite facebook, condividendo i miei lavori, sono riuscito ad ottenere tutte le mie attuali collaborazioni con le case editrici.

Parliamo del tuo progetto attuale: Transhuman. Di cosa si tratta?

Transhuman è un art-book al quale hanno collaborato 25 artisti tra illustratori, disegnatori e coloristi. Parla del tema della transumanza, dell’uomo evoluto tramite elementi robotici, elementi fantascientifici o semplicemente rivisitando personaggi della storia, miti e leggende in chiave fantascientifica. Essendo un grandissimo amante della fantascienza e degli alieni ho raffigurato il dio egizio Anubi. Collegando il mondo egizio con le teorie aliene ho raffigurato un ipotetico primo contatto tra l’alieno Anubi e la civiltà umana.

Scopri i lavori di Mattia!

 

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