Lovemarks. L’amore ai tempi del brand.

L’amore. Un concetto studiato da millenni nelle sue mille sfaccettature tra amori segreti, amori passionali e amori platonici. Anche il mondo dei brands non può fare a meno dell’amore diventando lovemarks.

E diciamola tutta: io, proprio come te, senza la mia dose di amore quotidiano non ci so proprio stare!

Che sia l’abbraccio del nostro partner, che sia una slinguazzata del nostro amico a quattro zampe o che sia il dito affondato nel barattolo di Nutella, tutti, sotto sotto, siamo degli inguaribili romantici. Si, ho detto barattolo di Nutella! Perché l’amore può essere passionale, coinvolgente ( e anche segreto) verso un oggetto, un prodotto o un Brand a noi caro. Lo so cosa pensi ora: come sei materialista e gli alieni ci manipolano la mente. Be’ metti da parte i discorsi complottistici e scopriamo i segreti delle comunicazioni sensoriali e dei Lovemarks.

Trend? No, Love!

Mi spiego meglio:  Amazon, il Papa, Nutella, Coca-Cola, Nintendo, Chiara Ferragni, Apple possono sembrare oggetti e persone senza alcun filo logico che le accomuna, ma in realtà segnano il passaggio da trademarks, intesi come certificati di garanzia e qualità di un prodotto, verso i lovemarks.

Le caratteristiche del trendmarks sono alla base, considerando la quantità di prodotti tra cui possiamo scegliere. È proprio qui che entra in gioco la Commodity: è un termine inglese che indica un bene, per cui c’è domanda, ma che è offerto senza differenze qualitative sul mercato, cioè il prodotto è percepito uguale indipendentemente da chi lo produce.

È proprio qui che entra in gioco l’amore.

Alcune aziende hanno deciso di comportarsi in modo diverso, usando strategie innovative per catturare l’attenzione dei consumatori: nascono così i lovemarks.

Lovemarks: generatori di emozioni.

Facciamo un esperimento: chiudi gli occhi e pesa al tuo brand preferito. Subito noterai che sicuramente hai una relazione stabile e di lunga data, con lui, a cui sono legate avventure, esperienze e ricordi (da far invidia a qualsiasi fidanzato/a).

Quindi dov’è la soluzione per non cadere nella commodity? La fidelizzazione. Attraverso la creazione di prodotti ed esperienze che hanno il potere di creare rapporti emotivi di lungo termine con i clienti tramite le sfere sensoriali: suono, vista, olfatto, empatia, passione, mistero.

Nel campo della “sfera sensoriale” entra in gioco il Neuromaketing: le percezioni inconsce dei consumatori risiedono tutte nel cervello. Attraverso i neuroni specchio attuiamo comportamenti imitativi: qui nascono le tendenze.

Il consumatore, davanti una continua esposizione a loghi e marchi è in grado di ricordarne ben pochi. Ma se il prodotto ha uno storytelling forte ed efficace il gioco cambia. Il logo è in grado di evocare immagini del brand, tanto da influenzare le nostre percezioni anche quando li notiamo inconsapevolmente, come nel caso di Coca-Cola o Disney.

Evocare suoni, odori o immagini per un lovemarks è la chiave vincente per entrare nella sfera emotiva del proprio “partner”.

Essere brand o essere lovemark.

Come nell’amore più tradizionale, diventare lovemarks è la sfida più dura per entrare nella forma mentis del mercato e del consumatore, ma è anche la via per il successo: garantirsi una cerchia di clienti leali disposti a “sposare” il lovemark durante tutta la vita è l’obbiettivo massimo da raggiungere per garantire il successo.

Possiamo delineare le differenze tra semplici brands e lovemarks in 5 punti:

  1. Un brand è un’informazione, un Lovemark è una relazione;
  2. Un brand è noto ai consumatori, un Lovemark è amato dalla gente;
  3. Un brand è generico, un Lovemark è specifico;
  4. Un brand offre una narrazione, un Lovemark crea una storia d’amore;
  5. Un brand è una promessa di qualità, un Lovemark rappresenta un tocco di sensualità.

In sostanza, per usare le parole dello scrittore del libro “LOVEMARKS. Il futuro oltre i brands” di Kevin Roberts:

Creare Lovemarks è essenzialmente la capacità di comprendere i sogni dei consumatori, sapere quello che vogliono e quando lo vogliono e creare grandi esperienze che renderanno il vostro brand una parte della loro vita.”

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