Giorgio Basile: comunicazione e giornalismo sportivo

Un ragazzo maturo, coraggioso e aspirante professionista nel giornalismo sportivo. Questo è Giorgio Basile. Ricordare che lo sport è lealtà, gioco di squadra e passione è parte del suo mantra quotidiano. Sicuramente non gli mancano le energie visto che durante l’intervista abbiamo scherzato e parlato seriamente.

La prima domanda è partita spontanea, curiosa di scoprire la controllata energia di Giorgio Basile.

“Chi sono? Giorgio Basile, 21 anni, neo iscritto al terzo anno di Scienze della Comunicazione di Teramo. Ho scelto questa facoltà per inseguire il mio sogno: diventare un giornalista sportivo.” Continua fiero: ” Sono quasi al terzo anniversario di collaborazione con testate giornalistiche abruzzesi e da un anno sono stato selezionato come telecronista della WebTv  Sportube come commentatore delle squadre di calcio di serie C”.

Hai una bella personalità giocosa, espansiva e posata. Tutte caratteristiche che ti aiutano nel mondo del giornalismo sportivo giusto?

“Assolutamente. Bisogna ricordare, ad appassionati e professionisti di settore, che lo sport è una cosa seria, con valori importati ma, prima di tutto, è un gioco. Se non lo raccontiamo noi giornalisti come tale è finita.” Spiega seriamente: “Spesso assistiamo a scene gradevoli negli stadi, quindi uno dei compiti più importanti del giornalista sportivo è quello di trasmettere i valori di lealtà e divertimento dello sport. Coniugare simpatia e serietà è fondamentale”.

Sicuramente nel corso degli anni ti è capitato di dover commentare episodi spiacevoli. Che consiglio sei pronto a dare a genitori e ragazzi per godersi lo spettacolo dello sport?

“Questo tipo di vicende capitano molto spesso nelle categorie inferiori. Un consiglio sicuramente è quello di tifare la propria squadra, di tornare a casa senza voce e di divertirsi. Evitare gli insulti pesanti e comportamenti minacciosi rendono il gioco più gradevole e vicino ai valori di lealtà e gioco di squadra propri dello sport”.

Immagino che tu, insieme al team di Sportub, farete un ottimo gioco di squadra.

“Il gioco di squadra è fondamentale. Durante la diretta sono io con due cameraman e la regia da Milano. Siamo sempre in contatto. Se non trovi un team di cui ti puoi fidare è difficile. Ma se la tua equipe instaura un legame di fiducia, come dei veri compagni di squadra, si lavora meglio e con un cenno si risolvono i problemi”.

Cosa significa per te fare giornalismo sportivo in streaming?

“Comunicare un racconto vero e sincero dello sport. La cosa importante da capire è che la gente segue l’evento sportivo, non il giornalista. Il giornalista ha fondamentalmente il compito di migliorare la qualità dell’evento”.

Conosci il pubblico che segue le tue dirette streaming?

“Su Sportub abbiamo un bacino di utenza molto ampio: troviamo molte squadre di spessore in serie C, soprattutto al sud dove ci sono piazze molto seguite “.

Come cambia la comunicazione sportiva nel canale streaming?

“I tifosi con i social network commentano le partite, e personalmente, trovo la cosa molto diverte. La differenza con lo streaming sta in una concezione di rapporto diretto. Solitamente lo spettatore si collega con la web tv nell’ora esatta della partita e poi chiude. Mentre in tv o in radio, ci sono commenti pre e analisi post partita. Comunque ad oggi, moltissimi eventi si seguono in streaming: basta prendere il tablet o lo smartphon ovunque ti trovi e in una decina di secondi puoi seguire il tuo sport preferito”.

Colgo al volo l’occasione per parlare di social network. Oggi con i molteplici mezzi di comunicazione che abbiamo un po’ tutti si sentono giornalisti. Secondo te qual è la vera differenza tra il tifoso e il giornalista sportivo?

“Il tifoso ha sempre commentato la partita, prima al bar e poi su Facebook. Il vero giornalista si riconosce dalla mancanza di opinioni negative strettamente personali e dall’obiettività nella scrittura”.

Ti consideri prima un giornalista o uno sportivo?

“Ho sempre fatto la telecronaca da bambino. Al liceo, con una compagna di scuola, abbiamo fondato il giornalino studentesco occupandoci di scrittura, stampa e distribuzione. Ad oggi il tempo per fare sport agonistico non ce n’è, ma appena posso cerco di coniugare le due cose”.

Un consiglio ai ragazzi che si vogliono avvicinare al mondo del giornalismo sportivo passando per Scienze della Comunicazione?

“È un mondo difficile. Non bisogna scoraggiarsi. Non bisogna aver paura di partire dal basso.” Dopo una piccola pausa continua: ” La passione non deve mai mancare. La facoltà di Scienze della Comunicazione di Teramo offre molte possibilità per iniziare collaborazioni e per imparare cosa vuol dire lavorare in un giornale”.

Quindi ragazzi non mollate e seguite il vostro sogno come Giorgio Basile!

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