Frida Kahlo: icona di femminilità e di femminismo

“Pensavano che anche io fossi surrealista, ma non lo sono mai stata. Ho sempre dipinto la mia realtà, non i miei sogni”.

Nata nel 1907, anche se le piaceva dire di essere nata nel 1910, Frida Kahlo è stata la prima pittrice della storia ad aver fatto del suo corpo un manifesto. Nei suoi dipinti ha sempre esposto la propria femminilità in maniera diretta, esplicita e talvolta violenta; rivoluzionando irrevocabilmente il ruolo della donna nell’arte del ‘900.  Il corpo di Frida Kahlo è in se una scrittura: un insieme di segni che rappresentano e traducono la ricerca dell’uomo delle sue paure, dei suoi sentimenti e dei suoi desideri.

A soli 18 anni la sua vita è cambiata drasticamente. Salita su un autobus, all’uscita da scuola, è rimasta vittima di un terribile incidente. Il mezzo venne schiacciato contro il muro e le conseguenze per la giovane Frida furono disastrose. A causa di diverse fratture alla colonna vertebrale dovette rimanere a letto per diversi mesi, subendo anche diverse operazioni.

La creazione di un mito

«Da molti anni mio padre teneva una scatola di colori a olio, un paio di pennelli in un vecchio bicchiere e una tavolozza. Nel periodo in cui dovetti rimanere a lungo a letto approfittai dell’occasione e chiesi a mio padre di darmela. Mia madre fece preparare un cavalletto, da applicare al mio letto, perché il busto di gesso non mi permetteva di stare dritta. Così cominciai a dipingere il mio primo quadro».

Nacquero così quegli autoritratti per cui la conosciamo, con la sua colonna vertebrale più volte esposta nella sua fragilità e con quelle sue sopracciglia sempre molto marcate, divenute con il tempo il suo tratto distintivo. Dipingere la aiutava ad alleviare il dolore che martoriava il suo corpo. Non a caso i primi dipinti sono tutti autoritratti, nei quali raffigurava molto spesso eventi catastrofici della sua vita; riferendosi soprattutto a quell’incidente del 1925. Questo suo modo di rappresentare il corpo femminile sradica il punto di vista canonico, non è più distorto dallo sguardo maschile.

Dopo essersi riabilitata, Frida Kahlo nel 1927, benché fosse autodidatta, decise di unirsi ad un gruppo artisti che sostenevano un arte messicana indipendente. Crea così un suo linguaggio figurativo, rifacendosi molto alla cultura messicana e precolombiana; troviamo: la flora e la fauna, i cactus, le piante della giungla, le scimmie, i cani itzcuintli, i cervi e i pappagalli.

Frida e Diego

Ma il suo amore più grande fu il pittore murale Diego Rivera, incontrato per la prima volta per avere una sua critica riguardo i suoi dipinti. A differenza di quanto si aspettava la sua famiglia, i due si sposarono nel 1929, nonostante i 20 anni che li separavano. Il matrimonio con Diego fu, però, complicato per le continue infedeltà di entrambe le parti, e il carattere forte che avevano in comune. Nel 1939 divorziarono e nel 1940 , sotto consiglio dei medici, i quali credevano che sarebbe potuta essere una buona soluzione per i problemi psicologici di Frida, si risposarono di nuovo, mantenendo ancora in vita i problemi precedenti.

Morta di embolia polmonare a soli 47 anni, è stata una donna libera, forte e sperimentatrice. Frida Kahlo, immortale per la sua vita, per la sua arte e per la sua personalità che trasuda dalle sue opere, è rimasta impressa nell’immaginario comune come un’icona di femminilità e di femminismo.

“Vi consiglio Frida, non perché sono suo marito, ma in qualità di un entusiasta ammiratore della sua opera. Acida e dolce, dura e affilata e delicata e raffinata come le ali di una farfalla, amabile come un meraviglioso sorriso, e così profonda e crudele come il gusto amaro della vita“ (parole di Diego Rivera su sua moglie).

 

Il movimento Time’s Up

continua a combattere per i diritti delle donne.

 

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