Francesca: il racconto dell’esperienza SVE

Oggi ho deciso di intervistare Francesca, una mia cara amica, nonché ex compagna dell’Università. Una studentessa che non viene dall’UniTe, ma che ha tanto da raccontare. Visto che la nostra è un’amicizia ormai datata, di alcune delle domande che le ho posto ne conoscevo già la risposta. Ad ogni modo, ritenendo Francesca e le sue avventure, interessanti e di grande stimolo, ho voluto farvele raccontare da lei.

In questa intervista ci soffermeremo per lo più sulla sua esperienza con lo SVE, ovvero il Servizio Volontario Europeo, un progetto simile al Servizio Civile Internazionale, che permette ai giovani tra i 17 e i 30 anni, di svolgere un periodo di volontariato presso un’organizzazione o ente pubblico in Europa.

Ciao Francesca, non essendo una studentessa UniTe, raccontaci in breve di te e delle tue provenienze accademiche. Che percorso scolastico ed universitario hai seguito?

Sono nata nella Provincia di Grosseto, dove ho scelto di frequentare il Liceo Linguistico, in quanto già dall’età di 14 anni sognavo di poter girare il mondo e per questo avevo il desiderio di imparare le lingue straniere. Successivamente, mi sono appassionata al giornalismo ed ho iniziato questo lungo percorso iscrivendomi prima alla Triennale di Scienze della Comunicazione presso l’Università di Bologna, poi alla Magistrale in Media, Comunicazione digitale e Giornalismo presso La Sapienza.

Prima dello SVE, hai svolto periodi studio o lavoro all’estero?

Sì, durante l’ultimo anno della Triennale ho vinto una borsa Erasmus ed ho avuto la possibilità di svolgere un semestre nella Facoltà di Giornalismo di Bilbao, una città di cui mi sono davvero innamorata e in cui spero di tornare il prima possibile. L’Erasmus è stata un’esperienza unica!

Come sei venuta a conoscenza del progetto SVE? In che modo hai trovato il programma adatto a te?

Diciamo che sono sempre informata sulle opportunità Erasmus+. Non ricordo bene come sono venuta a conoscenza dello SVE, ricordo solo di averlo scoperto in quinta superiore e sarei voluta partire dopo il diploma; per varie ragioni ho posticipato la partenza e sono partita dopo la Laurea Triennale.

Ho trovato il progetto più adatto a me, dopo essermi collegata al sito dell’Associazione Porta Nuova Europea di Pavia, che offre molte opportunità nell’ambito della comunicazione. Ho poi inviato una mail alla referente SVE dell’Associazione, la quale, dopo aver preso visione del mio CV,  mi ha direzionata verso un progetto adatto alle mie esigenze e capacità.

In che Paese hai svolto lo SVE? Qual era il tuo ruolo da volontaria?

Il progetto assegnatomi trattava di esclusione sociale, in una fondazione che si chiama Fundaciòn Dasyc e che ha sede in Spagna, a Valencia. Avevo principalmente tre ruoli. Il primo era quello di tenere un corso di informatica di base per adulti in pensione. La seconda mansione concerneva lo svolgimento di un periodo di volontariato in una scuola elementare per bambini provenienti da famiglie in difficoltà; lì mi occupavo di insegnare inglese e svolgere attività ludico-ricreative dopo pranzo, nonché aiutare i bambini nello svolgimento dei compiti, durante il dopo scuola. Infine, il mio terzo ed ultimo ruolo è stato quello di aiutare l’Associazione nell’ambito della comunicazione; in particolare dovevo fare foto, organizzare eventi e creare materiale informativo per questi, ma anche montare video e fare la rassegna stampa 

Pensi che lo SVE ti abbia aiutato ad incrementare alcune skills richieste dal mercato del lavoro?

Sicuramente sì, specialmente nell’utilizzo di alcuni programmi come Adobe Premiere per i montaggi video ed Excel, o anche solo imparare ad usare fotocamera. Soprattutto non ero mai stata insegnante e rivestire quel ruolo si è rivelato incredibile; è stata una possibilità che probabilmente non avrei mai vissuto se non avessi fatto lo SVE.

Dal punto di vista economico come funziona il programma SVE? Hai avuto un contributo o un rimborso spese?

Lo SVE prevede un rimborso spese per il viaggio (andata e ritorno), un’assicurazione sanitaria che copre le spese mediche dall’inizio del progetto fino a due mesi dopo il termine dello SVE, vitto e alloggio, trasporti pubblici ed inoltre ogni associazione si organizza autonomamente per il rimborso delle spese alimentari (nel mio caso mi venivano dati 150 euro mensili). E’ previsto anche un pocket money di 105 euro al mese. Infine il programma SVE offre, in maniera completamente gratuita, la possibilità di seguire un corso di lingua e due formazioni.

Secondo la tua esperienza personale, pensi che ci sia un periodo particolare in cui sarebbe meglio svolgere lo SVE?

Questo programma può essere svolto a partire dai 18 anni fino ad un massimo di 30. Personalmente, durante la mia esperienza SVE, ho conosciuto persone di tutte le età, ragazzi appena diplomati che hanno sentito la necessità di intraprendere quest’attività prima di iniziare l’Università  e ragazzi già laureati, con diverse esperienze lavorative alle spalle. Non credo ci sia un periodo particolare per iniziare lo SVE, è molto soggettivo e dipende dalle esigenze di ognuno. Nel mio caso ho voluto farlo dopo la Laurea triennale e mi è stato utile al fine di mettere in campo quelle capacità acquisite solo teoricamente nel corso degli studi.

Consiglieresti questa esperienza ad altre persone?

Ovvio che sì! Lo SVE è un’avventura meravigliosa che ti permette di crescere, imparare e fare nuove amicizie. Ti dà la possibilità di immergerti totalmente nella cultura locale del Paese e della città in cui si viene ospitati e di sentirti totalmente a casa. Improvvisamente le differenze non sono più barriere o limiti e le similitudini sono molte di più di quelle che avevamo previsto al momento della partenza.

Come puoi vedere il programma Erasmus+ offre molte oppotunità.

Sei interessato anche tu a partecipare?

Ecco per te Gregorio che parla del suo Erasmus Traineeship!

Condividi: