Erasmus Traineership in Germania: i consigli di Valentina di Girolamo

Erasmus Traineership in Germania? Una delle occasioni più grandi per collegare il mondo universitario con il mondo lavorativo. Oggi a rispondere alle nostre domande e a raccontarci così la sua esperienza lavorativa all’estero è Valentina Di Girolamo, studentessa al secondo anno del corso di laurea in Management and Businnes Communication di Unite.

Valentina è partita alla volta di Monaco con la speranza di intraprendere un’avventura che la arricchisse sia sotto il profilo personale che professionale. Ci sarà riuscita? Anche Valentina ha scelto il blog per raccontarci, attraverso questa intervista, tutte le sue paure e le sue emozioni e per lasciare qualche consiglio a chi vuole intraprendere questa esperienza.

Come ti sei trovata a Monaco?

Monaco è una città grande, molto bella e tanto storica! I primi giorni sono stati duri: ero da sola, quindi ho dovuto fare i conti con me stessa e rimboccarmi le maniche per ricrearmi le mie abitudini con nuovi orari, una nuova coinquilina, nuovo lavoro e colleghe.. ma soprattutto per cercare persone con cui condividere la mia avventura! Si sa che ogni inizio ha le sue spine, però poi, pian piano, ho conosciuto nuova gente, ho cominciato ad uscire di più e ad esplorare meglio la città, a sentirmi un po’ a casa! E in quelle vie, in quelle piazze, nelle fermate della metro che hanno fatto parte giorno dopo giorno della mia vita lì ho lasciato un pezzo del mio cuore!

Qual è stato il tuo primo pensiero quando sei atterrata?

Il primo pensiero quando sono atterrata è stato onestamente che faceva tanto freddo! Ad accogliermi un bel temporale con temperature molto basse.. insomma, l’estate tedesca non è proprio famosa per essere così calda e soleggiata, e in questi due mesi ne ho avuta la conferma! Poi ho pensato che non vedevo l’ora di cominciare a lavorare perché ero entusiasta di ciò che mi avevano detto sarebbero state le mie mansioni, ovvero la gestione dei canali social e la creazione di contenuti, sia visual che storytelling! Inoltre non vedevo l’ora anche di riprendere il tedesco perché lo stavo dimenticando, ed era una cosa che proprio non mi andava giù! Infine… appena scesa dall’aereo ho comprato un Brezel! In assoluto il mio cibo preferito tedesco!

Quali sono le difficoltà che hai incontrato?

Innanzitutto la difficoltà maggiore è stato il dover entrare (e in tempi brevi) nella giusta mentalità per lavorare al meglio nell’azienda che mi ha ospitata, perché avendo già fatto altre esperienze sapevo benissimo che in ogni azienda ci sono determinate regole e modi di lavorare che non corrispondono spesso a quello di un’altra azienda, magari dello stesso settore e nello stesso paese: il fattore persone gioca un ruolo importantissimo, per cui all’inizio ho fatto un po’ di fatica ad entrare in sintonia con i modi di fare e di lavorare delle mie colleghe. Poi però ci siamo capite alla grande e siamo diventate confidenti e amiche!

La seconda difficoltà è stata la mancanza delle persone care che ho qui Italia: i miei amici e la mia famiglia in primis. L’estate di solito è il periodo in cui si esce di più e si sta insieme, si fanno cene e scampagnate: io mi stavo perdendo tutto questo e il pensiero a volte mi ha destabilizzata un po’. Però poi, in questi momenti di sconforto, pensavo che stavo facendo qualcosa di bello ed importante per il mio futuro, e quindi poi la malinconia svaniva!

Quali sono i tuoi ricordi più belli di questa esperienza?

I miei ricordi più belli sono tanti e sono sparsi in tanti piccoli momenti: le serate passate sul terrazzo con la mia coinquilina a parlare di tutto, le sessioni studio con Caterina, una ragazza di Modica che faceva il tirocinio come me e che è stata la mia principale compagna di avventura e riferimento, sempre presente nei momenti belli e di grande aiuto in quelli meno belli e di sconforto, i messaggi dei miei amici dall’Italia che non mi hanno fatta mai sentire sola, la birra e il Brezel al Biergarten con Chiara e Vanessa, le mie colleghe, nella mia penultima sera di permanenza, il Ferragosto al lago con loro.

L’ambiente lavorativo tedesco come ti si è presentato? Sai fare qualche differenza con quello italiano? Come sono stati i colleghi?

La mia esperienza si è svolta in un ufficio bilingue, perché il padre della titolare, il sig. Antonio, è nato in Italia ma emigrato in Germania all’età di 6 anni con la sua famiglia. Quindi diciamo che il nostro ufficio era davvero molto internazionale, e anche i modi di fare e di lavorare secondo me erano una sorta di ibridazione, a metà tra rigidità tedesca e pausa caffè (rigorosamente espresso!) a metà mattina. La differenza principale che ho notato è che all’inizio stringere amicizia e entrare in confidenza con le mie colleghe non è stato facile. Ho capito che i rapporti si evolvono in maniera molto più lenta rispetto all’Italia e che soprattutto all’inizio tendono a separare molto la sfera lavorativa dalla sfera personale e privata. Anche i ritmi di lavoro sono diversi, la pausa pranzo la facevo sempre molto presto! Per il resto non ho notato troppe differenze.

Cosa consiglieresti ai ragazzi che come te vogliono partire?

Ai ragazzi consiglierei assolutamente di andare! Di valutare bene dove e quando, ma comunque di partire! E’ indubbio che questa esperienza arricchisca, sia sul piano lavorativo che sul piano personale; si impara tanto, si conosce una nuova cultura, nuove persone, soprattutto ci si mette alla prova con se stessi e ci si impara a conoscere meglio; capisci che puoi sopravvivere e che ce la fai, anche quando invece pensi di non farcela. Si trovano amici per la vita, perché le amicizie strette in erasmus sono le amicizie che restano a distanza di tanti anni. Si vivono delle esperienze intense e si capisce l’importanza di vivere a pieno giorno dopo giorno, perché comunque ti accompagna la consapevolezza che il tuo tempo li è limitato.

E, last but not the least, si ha l’opportunità di imparare/riprendere una lingua straniera e questo oggi è un aspetto fondamentale, soprattutto per tutti quegli studenti che, come noi, scelgono un percorso magistrale in lingua inglese e che vedono il loro futuro in un’impresa internazionale.

L’esperienza di Valentina ti ha incuriosito? Iscrivendoti anche tu all’Unite avrai la possibilità di partire per un’esperienza Erasmus in Europa. Leggi la storia di Raffaele, partito dalla nostra Unite per un’esperienza di traineership in UK.

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