Erasmus a Valencia: la gioia della strada di Chiara

Un erasmus a Valencia è una cosa che può cambiarti la vita come dice Chiara Moscardi, studentessa al primo anno di Management and Business Communication. Una lezione universitaria, un festa cittadina o un semplice caffè con le amiche non sono mai la stessa cosa quando si è in viaggio.

La strada di Chiara si è riempita di gioia e di voglia di continuare a percorrerla. Non importa dove, con chi o quale sia la meta finale. Ciò che importa non è il risultato ma la gioia del tragitto, come l’acqua che scivola sul sentiero e il raggio di sole che la colpisce formando un firmamento che è lì per noi.

Com’è stata la tua esperienza Erasmus a Valencia?

Dire che l’Erasmus mi abbia cambiato la vita può sembrare esagerato, eppure quest’esperienza mi ha dato una forza incredibile e una visione delle cose che prima non avevo. Ricordo di essere partita da Bologna con un volo Ryanair, in una fredda mattinata di gennaio. Alla partenza non immaginavo cosa avrei trovato. Sono partita da sola, con un’ansia ed una paura inspiegabili e una valigia più grande di me. La ricerca frenetica della casa è stata solo l’inizio ma, per fortuna, ho trovato una camera singola in centro città, che è stata il mio piccolo paradiso. Condividevo la casa con due coinquiline folli , una Valenciana e una Parigina, che ho amato infinitamente.

Che città è Valencia e cosa ti ha colpito di più della città e dei suoi abitanti?

Valencia è una città viva, ben organizzata ed ha un parco magnifico che circonda il centro della città. Quello che più mi dava la forza al risveglio erano il clima e il cielo luminoso, quasi sempre celeste.

Dalla mia stanza avevo accesso ad un piccolo balconcino su cui splendeva sempre il sole. Infatti, giornalmente, mi svegliavo (TARDI), preparavo il caffè (alcune abitudini non si perdono all’estero) e lo bevevo lì fuori; fumavo anche una sigaretta, ma ora ho smesso (certe brutte abitudini possono anche finire dopo un Erasmus estremo). E quello che pensavo al mio risveglio era: “come ho fatto a pensare, a volte, che la vita non fosse magnifica”?

Qual è stato il tuo rapporto con l’università?

Le lezioni erano inizialmente incomprensibili, dato che non avevo mai studiato lo spagnolo in vita mia!! Dopo qualche settimana sono diventate sempre più avvincenti. Gli esami, i progetti e le presentazioni, da esporre davanti ad una classe piena di compagni spagnoli erano qualcosa di stimolante. Devo dire che i professori erano davvero disponibili e l’accoglienza, in generale, è stata eccellente e calda, sembrava di essere a casa anche a chilometri di distanza.

Qual è il tuo ricordo più bello del tuo erasmus a Valencia?

Sicuramente Las Fallas, una festività di Valencia che blocca la città per circa 15 giorni durante il mese di marzo e che ora è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità per l’Unesco. E’ un evento folkloristico sentitissimo dagli abitanti della Comunitat Valenciana, che al culmine della festa, bruciano le loro “fallas”, ovvero delle magnifiche costruzioni artistiche fatte di cartapesta e legno.

Non dimenticherò mai i barbecue sulle terrazze, le cene internazionali, le feste, il mare, le nottate in spiaggia, i viaggi a Murcia e in Andalusia, le escursioni alle cascate di Cuenca.

Tornando a casa, cosa hai portato con te?  

Per non dimenticare nulla di quest’esperienza, pochi giorni prima di tornare in Italia, ho deciso di tatuarmi un planisfero, un po’ particolare, sulla schiena. Volevo che la spinta a viaggiare non mi abbandonasse mai. Volevo, a modo mio, scrivere sulla pelle che tutti dovrebbero avere diritto a varcare i confini e sentirsi liberi di stare dove vogliono. L’ho voluto disegnare dietro la schiena perché me la tenesse dritta durante i periodi difficili e mi ricordasse che Valencia è stata per me fonte di felicità assoluta.

Cosa consigli a chi come te vuole partire per un Erasmus?

Partite, non siate spaventati!! Per me è stata un’esperienza altamente formativa e sento di essere cresciuta davvero.Forse la burocrazia è l’unico ostacolo che potrebbe intralciare i primi giorni del vostro percorso Erasmus, infatti ci sono tante carte da compilare e scadenze da rispettare. Ma, anche se all’inizio potrà sembrarvi impossibile comunicare in una lingua diversa dalla vostra, vi assicuro che ce la farete!

 

Quando Chiara è partita si è lasciata un mondo alle spalle per ritrovarne uno nuovo tatuato sulla pelle. In fondo l’erasmus a Valencia le ha lasciato qualcosa e ha scavato solchi profondi nella sua vita. E tu che aspetti a cogliere il firmamento sulla tua strada e lasciarti sfiorare la pelle da questa sensazione?

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