Digital Team: l’inizio della mia avventura!

Hai mai sentito parlare del Digital Team? Vorresti partecipare a questo progetto? Sei indeciso? Beh allora voglio raccontarti la mia personale esperienza.

Come ho conosciuto il Digital Team

La prima volta che ho sono venuto a conoscenza del progetto è stato nel mio primo anno in Unite. Tutto è iniziato durante una lezione come un’altra: il Prof. Mascella, che fino a quel momento per me era solo presidente del Corso di Laurea, è entrato in aula. Pensavo dovesse aggiornarci sulle decisioni del consiglio di Facoltà ma mi sbagliavo. Il Professore ha introdotto il progetto Digital Team e ci ha parlato della possibilità di entrare nel gruppo di studenti che gestivano la pagina Facebook della Laurea Specialistica. Forse non lo sai, in quel periodo il Digital Team era nato da pochi mesi, il gruppo era formato solo da studenti della specialistica e le attività erano tutte concentrate su un’unica pagina.

Alla fine della presentazione la mia curiosità era tanta. Mi intrigava l’opportunità di fare qualcosa di concreto e di partecipare a un progetto che avrebbe potuto aiutarmi nel mondo del lavoro. Spalleggiato in questa avventura dal mio compagno Alessandro Cotillo,  ho deciso di intraprendere questa esperienza. I passi successivi? Mandare una mail al Professore e sostenere un colloquio nel suo ufficio.

Il giorno del colloquio

La mattina del colloquio ero molto combattuto. Da una parte fremevo per partecipare al progetto, dall’altra ero ansioso perché non sapevo di preciso a cosa andassi incontro. Una delle classiche situazioni in cui non vedi l’ora di fare qualcosa ma nel momento di agire vieni assalito da mille dubbi.

Logicamente tutti questi timori erano solo nella mia mente, già nel momento di entrare nell’ufficio i miei nervi erano più distesi, la situazione era molto amichevole. Al colloquio eravamo in sei, io e Alessandro gli unici maschi. Oltre a noi erano presenti Gaia e Valentina (attuali caporedattrici) che erano nostre compagne di corso e Stephanie e Vanessa, che invece erano studentesse dell’ultimo anno. Il professore, dopo averci spiegato nel dettaglio le nostre responsabilità, ci aveva invitati a conoscere gli studenti che già partecipavano al progetto.

La cosa buffa? Tutti i membri del Digital Team erano ragazze. Noi non solo eravamo in minoranza in sede di colloquio, ma eravamo l’unica quota maschile del progetto.
Breve parentesi riflessiva…Non ti nasconderò che essere circondato da giovani universitarie non sia per niente una cosa negativa. 😉 E forse sarai felice di sapere che, anche adesso, la quota femminile è di gran lunga superiore a quella maschile.

Fare parte del Digital Team

A questo punto arrivava la parte più complessa. Noi nuovi membri eravamo stati divisi in gruppi e ad ognuno di noi era stata data una piccola responsabilità editoriale. Io avevo già un po’ di esperienza per quanto riguarda la pianificazione delle strategie, ma mi mancava tutta la preparazione pratica per svolgere i vari compiti. In poche parole potevo dare una mano a programmare e ideare, ma avevo bisogno di tanto, tantissimo aiuto per la fase di realizzazione.

Guardando la pagina in cui ormai ero stato inserito come editor, mi sentivo molto in soggezione. Vedevo una cura dei contenuti che non credevo potesse provenire da studenti come me. Non mi sentivo all’altezza e non mi fidavo del mio stesso giudizio. Per dirla tutta, avevo paura di sbagliare. Scrivere un post a nome del Corso di Laurea mi sembrava una responsabilità troppo grande.

Gioco di squadra e grafiche…

Oggi penso che quelle paure erano solo dettate dall’inesperienza e dalla novità. In fondo non ero solo, tutti i mie primi post erano soggetti alla revisione di un membro più esperto del team. Non consideravo l’importanza del gruppo. Il gioco di squadra è uno degli aspetti fondamentali del DIgital Team e anche del mondo del lavoro. Imparare a collaborare per un obiettivo comune mi ha aiutato a vedere le cose anche da altri punti di vista e mi ha permesso di imparare da chi era più preparato di me.

Inoltre facevo un errore di valutazione molto grave: pensavo che, essendo negato per il disegno a mano libera, non sarei stato mai capace di creare grafiche accattivanti. In verità mi sbagliavo. Iniziando a smanettare e a sperimentare un po’ ho preso dimestichezza con i programmi di grafica e i tool di editing. Le mie prime creazioni non erano di certo dei capolavori ma, dopo averci sbattuto un po’ la testa, la soddisfazione di riuscire a creare una grafica intrigante fu immensa. Non riuscivo a credere di averla creata io!
Sei curioso? Vuoi vederla? Dimmi che ne pensi.
Adesso non sarò diventato sicuramente un professore di disegno digitale, ma non ho nessun problema a modificare una foto o a preparare un’infografica.

 

I Digital Days

In quel momento invece mi sentivo spaesato e volevo avere un aiuto concreto da chi aveva più esperienza. Ho proposto al Professore di organizzare degli eventi di formazione. I membri più dotati in un settore avrebbero condiviso le loro conoscenze e avrebbero messo la loro esperienza al servizio del gruppo. Beh che dire? Il professore era entusiasta della mia idea, ma tutto il lato organizzativo dell’evento era una mia responsabilità: nascevano così i primi Digital Days.

Senza neanche rendermene conto stavo già imparando qualcosa, mi trovavo sul campo a gestire l’organizzazione di un evento e tutto quello che ne è collegato. Ho dovuto rimboccarmi le maniche e mettermi in gioco. Per fortuna tutto è andato liscio. I workshop hanno aiutato il gruppo a crescere ed essere più preparato. La decisione che abbiamo preso era di riproporre questi laboratori periodicamente per dare a tutti i ragazzi del Digital Team un’occasione di acquisire sicurezza e sciogliere eventuali dubbi. Oggi l’organizzazione degli incontri dei Digital Days è più complessa e completa e le pagine da gestire molte di più rispetto al mio inizio, ma lo spirito su cui si basano è rimasto invariato.

Questa è in breve la storia di come mi sono avvicinato a questo progetto. Adesso voglio essere noioso e dirti che è normale provare timore, insicurezza o sentirsi in imbarazzo. Ricorda però che se mi sono messo in gioco io…puoi farlo anche tu!

Io e gli altri membri del Digital Team ti aspettiamo. Non mancare ai prossimi eventi.
BE SMART! BE DIGITAL!

 

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