Curriculum vitae: 4 consigli per scriverlo in maniera personale

Scrivere il proprio curriculum vitae è il primo tuffo nell’oceano del mondo del lavoro, dove oggi nel XXI secolo, se vogliamo sopravvivere, dobbiamo saper nuotare, ma in tanti stili diversi. In questo articolo voglio darti 4 consigli su come e perché scrivere un curriculum personale e versatile.

1) Cos’è il curriculum vitae: un documento sempre “in bozze”

La prima cosa che ti starai chiedendo è: ma che paragone hai fatto, che c’entrano il nuoto e l’oceano?

Il famoso e tanto temuto CV (temuto sia da noi che dobbiamo scriverlo, ma anche dai recruiters che se ne vedono arrivare 470 milioni al minuto) è il nostro biglietto da visita, una mini-biografia di noi stessi, del nostro vissuto, della nostra formazione, delle nostre esperienze e della nostra personalità.

Per questo non dirmi che tu tutti i giorni sei uguale, che gli anni non ti cambiano e che a qualsiasi persona per strada stringi la mano e ti presenti con la stessa enfasi, lo stesso sguardo e lo stesso “incarico” professionale o personale!

Portiamo qualche esempio:

  1. la mia amica di classe mi presenta suo cugino che guarda caso è il più figo della scuola: io gli stringo la mano, con tono smielato e occhi da gattina gli dico il mio nome e i primi aggettivi che utilizzo per descrivere la mia persona sono: affascinata/ante, divertita e…single naturalmente!
  2. il mio professore universitario ha indetto un bando per l’assegnazione di una borsa di studio come ricercatore per un nuovo progetto di comunicazione con una università europea e vuole propormi come uno dei candidati: quando mi presenterò userò toni e abbigliamento formali e, per descrivere me stessa, aggettivi quali ambiziosa, volenterosa e preparata.

Come puoi vedere io sono sempre la stessa persona, ma il mio biglietto da visita non è sempre lo stesso, cambiano sfondo e caratteri tipografici. In ogni situazione dovrò essere in grado di personalizzare la mia presentazione, perché comunicare significa saper cambiare o, tornando al mio esempio, imparare a nuotare in stili diversi.

Questo vale ancora di più nel mondo del lavoro, che è un oceano con squali, “pesci pagliaccio” e meravigliose mante di fronte alle quali noi non siamo neppure il pesciolino rosso dell’acquario di casa di nonna! Eppure potremmo dire che il nostro colore rosso-aranciato è unico nel suo genere, che è da pochi saper sopravvivere nell’oceano abituati all’ampolla tonda 1×1 mt e che alla fine solo noi sappiamo essere “animali da compagnia” pur essendo piccoli, monotoni e persino muti!

Questo significa saper comunicare se stessi, questo è saper scrivere un curriculum vitae: raccontare chi sei, ma in modo così personale e variopinto da distinguerti comunque!

Perciò non intitolare mai il tuo curriculum vitae come “definitivo” nel file del tuo pc, ma salvalo ogni volta come bozza. E non mandarlo col copia e incolla a tutti nello stesso modo: per ogni interlocutore è indispensabile la scelta del tono adatto e delle informazioni che vuoi comunicare di te, perché hai studiato il tuo destinatario e sai cosa e come raccontarglielo. Devi saper fare personal branding, in termini un po’ riduttivi promozione di te stesso!

Non fraintendermi, il contenuto è sempre lo stesso, non puoi inventare ciò che non hai fatto o cambiare personalità, puoi però evidenziare alcuni aspetti, alcune esperienze professionali che facciano trasparire la tua unicità.

Titoli, numeri, quantità oggi contano meno della qualità: il tuo CV deve perciò essere curato nei minimi dettagli e sempre aggiornato e personalizzato in base all’azienda a cui decidi di mandarlo.

2) Come scrivere un curriculum efficace: dimentica gli stereotipi

Il curriculum vitae o CV dovrà:
  • rispecchiare la tua personalità, il tuo estro o magari la tua serietà, sia nella grafica di presentazione che nei contenuti; esso deve raccontare chi sei, quindi chi legge deve poterti immaginare già a lavoro;
  • esporre in massimo due pagine (perché di più non le legge nessuno) il tuo obiettivo professionale e i risultati raggiunti finora, senza essere un elenco di titoli, mestieri e voti; l’elenco va bene per snellire, ma non deve essere una scarna lista della spesa;
  • essere personale e coinvolgente, il che potrebbe voler dire professionale se devi inviarlo ad un ente pubblico o usarlo per un concorso, o creativo se per esempio ti candidi come social media manager o graphic designer;
  • avere sempre una foto fedele all’immagine della tua persona, che dia subito l’idea ai recruiters di conoscere qualcuno che è reale e che è pronto sempre e comunque a metterci la faccia!

Il contenuto

Un buon curriculum vitae è strutturato in blocchi e viene sviluppato in sezioni. Consigliabili sono gli elenchi puntati (ma ricorda sempre di far trasparire la tua personalità!).  

  • Dati anagrafici: nome, cognome, indirizzo, telefono (sempre con prefisso internazionale), luogo di nascita, stato civile. Mi raccomando, non dimenticare che siamo nel 2017, quindi indirizzo mail, contatto Skype, link ai tuoi profili social o, se ne hai, a pagine che gestisci o blog che curi, sono fondamentali!
  • Esperienze formative: studi compiuti in ordine cronologico decrescente, partendo dall’esperienza più recente (master o laurea), fino al diploma superiore. Indica sempre il voto conseguito e riporta l’argomento della tesi di laurea, soprattutto se affine all’occupazione per cui ti stai candidando.
  • Esperienze professionali: occupazione attuale e precedenti, se ne hai; specifica sempre la posizione ricoperta, gli obiettivi e le responsabilità e mantieni un ordine cronologico decrescente; specifica inoltre eventuali conoscenze ed esperienze acquisite.
  • Conoscenza lingue straniere: è opportuno indicare il livello di padronanza della lingua nella comprensione del testo, conversazione e traduzione.
  • Conoscenze informatiche: linguaggi di programmazione, capacità di utilizzo dei principali pacchetti software, esperienze specifiche su programmi grafici, gestionali e di database.
  • Interessi extra professionali: attività culturali e/o hobby sono consigliabili se danno un apporto positivo e inerente la mansione per cui ti candidi o se decidi di far trasparire anche il lato più personale di te.
  • Aspirazioni: progetti per il futuro, ambizioni, aspirazioni lavorative e motivazioni. Per queste ultime potresti anche decidere di scrivere una breve lettera motivazionale con cui ti presenti quando invii la tua candidatura all’azienda via mail o sulla loro piattaforma di job research (la famosa voce “Lavora con noi”).

La forma

Dal punto di vista formale il tuo curriculum vitae dovrà essere: 

  • breve e intenso, perché il tempo che può dedicarti il recruiter è limitato e dal primo sguardo (o dalle prime righe) già devi conquistarlo;
  • scorrevole e leggibile dal punto di vista anche della formattazione del testo: lascia spazi e vai a capo quando termini un concetto, respirerà il testo e anche il tuo lettore!
  • semplice e chiaro, ma non spoglio;
  • dettagliato, ma senza formalismi e racconti infiniti: conta sempre il risultato ricorda, come ci sei arrivato agli altri poco importa!
  • valorizzante la tua persona, ma non autoreferenziale o autocelebrativo: per esempio invece di dire sono il miglior Content Manager in Abruzzo, riporta il link del blog che curi, così saranno gli altri a poter verificare ed eventualmente dire se davvero sei una valida risorsa!
  • originale dal punto di vista grafico, ma mi raccomando corretto nella forma e nel lessico, senza errori o refusi!

4) Le 3 tipologie di curriculum vitae: Europass, “Mano libera” o Infografica

L’Europass

Molti classificano il formato europeo del curriculum vitae o il più completo Europass, come qualcosa di obsoleto, triste, monotono e assolutamente impersonale. Non che io sia totalmente in disaccordo con questa teoria, ritengo però che oggi bisogna avere 3 cassetti diversi con dentro 3 tipologie di curriculum da aprire in base all’occasione.

L’Europass rappresenta la prima di queste: quando decidi di candidarti per un posto nella pubblica amministrazione, se ai fini di un concorso, oltre alla domanda legata al bando, ti chiedono di allegare il tuo CV o quando stai mandando la tua candidatura in un paese straniero, magari del Nord Europa, dove diverse mie amiche inglesi, polacche e tedesche mi hanno detto che questo è l’unico formato che ritengono professionale, beh tira fuori il buon vecchio curriculum in formato europeo, ti servirà come passe-partout.

Io sinceramente più che guardare il Paese guarderei all’ente e alla posizione per cui ti stai candidando e il mio consiglio è di visitare sempre e comunque prima il sito e i profili social (sempre se ne ha) dell’azienda a cui hai deciso di proporti, perché studiare il tuo target, come ho scritto all’inizio, è sempre la chiave vincente. Il tono con cui parla ti svelerà come vuole che le si parli!

In ogni caso non starò qui a dirti come scrivere un Europass perché uno ti addormenteresti e due c’è un sito web nato proprio per questo scopo, quindi non avrebbe senso. Questo è il link dal quale accedere: https://europass.cedefop.europa.eu/it/documents/curriculum-vitae.

Ti ricordo solo che potrai poi salvarlo sia in word che in PDF, ma io ti consiglio quest’ultimo perché ti permette di ricaricarlo ogni volta che vorrai sulla stessa piattaforma online per modificarlo e salvarlo di nuovo.

“Mano libera”

Il curriculum che io chiamo “a mano libera”, significa decidere di scrivere un curriculum del tutto personale, sia nella forma che nel contenuto.

Potresti scegliere di:

  • scriverlo solo in una pagina in modalità elenco per giocare su sintesi e freschezza dei contenuti;
  • di fare una presentazione discorsiva di te, come se stessi raccontando una storia, ma devi essere bravo/a a non annoiare il lettore, altrimenti dopo due righe lo cestina;
  • creare un video-curriculum, che in alcuni Paesi, come gli Stati Uniti, sta diventando parte integrante del processo di selezione. In Italia solo i più intraprendenti decidono di affiancare al CV cartaceo una breve presentazione video in cui si parla di sé e delle proprie esperienze professionali in maniera disinvolta, brillante e simpatica, ma pensa che arma vincente potrebbe essere se tu volessi lavorare ad esempio per una testata giornalistica che possiede anche un network online!

L’infografica

Assolutamente in linea con le tendenze del momento e consigliato da moltissimi personal coachil curriculum infografico è perfetto per le nuove professioni legate al mondo digitale, quale quella di social media manager, graphic designer e copywriter oppure per qualsiasi tipo di figura che voglia dare una immagine di sé creativa e originale.

Questo che riporto di seguito è il mio, o meglio uno dei miei curriculum ad infografica, perché vario sempre template, stile e colori in base al mio interlocutore. Ad esempio in questo caso il verde scelto per le scritte è lo stesso pantone del logo dell’azienda a cui lo avevo inviato!

 

curriculum vitae infografico esempio

Per realizzare questo tipo di curriculum possono aiutarti diversi tools o programmi di grafica, ovviamente dipende dalla dimestichezza che hai con essi. Se vuoi però andare sul sicuro e avere varie alternative simpatiche e semplicissime da usare, come nel mio caso, puoi utilizzare i format predefiniti su Canva, un software online di design grafici molto intuitivo anche per chi è alle prime armi.

Con questo ultimo consiglio termino il mio articolo su come e perché scrivere un curriculum personale, per tutto il resto servirà la tua fantasia, la tua personalità e la tua voglia di dimostrare davvero chi sei.

Mi piacerebbe solo chiudere con una di quelle frasi motivazionali che fanno fare sempre bella figura, anche se non l’ho di certo pronunciata io, ma uno di quegli Uomini con la U in grassetto, un genio e un maestro di vita: Stephen Hawking.

“However difficult life may seem, there is always something you can do and succeed at”.

 

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