Artisti nascosti, intervista a Carlo Colleluori

Come abbiamo già potuto notare al DAMS dell’Università degli Studi di Teramo possiamo trovare un sacco di artisti. Ma anche negli altri corsi di laurea si nascondono cantanti, pittori, ballerini e chi più ne ha più ne metta.


Oggi vi presentiamo Carlo Colleluori, studente di Scienze della Comunicazione e ballerino.

Carlo, noi sappiamo che sei uno studente di Scienze della Comunicazione all’Università degli Studi di Teramo, ma non tutti sanno che in realtà hai anche una vena artistica nascosta. Raccontaci un po’ di questo. 

Sì hai ragione, qui all’UNITE sono conosciuto o per il mio spam continuo alla Facoltà di Scienze della Comunicazione, o perché ormai sono etichettato come “l’amico degli Erasmus”.

Tutto corretto, ma manca ancora, come dicevi tu, una parte fondamentale. Sono anche un ballerino. Dell’arte della danza mi sono innamorato a dieci anni, guardando il primo saggio di mia sorella: ero incantato da tutti quei movimenti, le canzoni, le luci, la scena… tutto.

Per un gioco del destino (dire ‘per paura di quello che avrebbe detto la gente’ sembra troppo brutto) ho iniziato a prendere lezioni soltanto a quattordici anni. Per un danzatore è tardissimo, fuori tempo, insomma sei out prima ancora di cominciare.

Eppure non mi sono lasciato spaventare e, superando mille difficoltà strettamente fisiche, sono arrivato al primo saggio. Ero goffo, scoordinato e in ritardo con i tempi, eppure mi ricordo che mi sono sentito vivo.

C’è una frase che trovai all’epoca su internet, e che mi descrive ancora oggi: “Guardavo quelle persone muoversi come se venissero da un altro pianeta. Poi ci ho provato anche io e ho capito perché tutti sembravano così felici’.

Ecco per me la danza è questo.
È gioia, adrenalina e ansia al tempo stesso.
È un fuoco che arde e scoppietta. È il vento che spazza via tutto.
È il mio momento di connessione col mondo, quando sono più trasparente possibile e al tempo stesso più vulnerabile, rimanendo comunque invincibile.
Questo è quanto rappresenta la danza per me.

Nel tuo prossimo futuro come ti vedi? Hai dei sogni nel cassetto?

Di sogni nel cassetto ne ho tanti, e ovviamente il più ‘vecchio’ è quello di diventare un danzatore professionista. Non voglio necessariamente la fama, mi basterebbe solo che magari la mia storia riuscisse a portare un ragazzo in dubbio su questa disciplina verso essa, senza timori o remore di nessun genere.

Da poco ha aperto il Dams a Teramo, che ne pensi? Ti ci saresti mai iscritto?

Adoro il mio corso e non riuscirei mai a immaginare di frequentarne un altro, però devo ammettere che qualche materie del DAMS la seguirei volentieri, come “Culture teatrali e performative” o “Management per le attività culturali”.

Hai qualche consiglio da dare ai nostri lettori, sia di natura personale che professionale?

E sì forse uno: seguite i vostri sogni sempre. Cercateli e aggrappatevi a loro con tutte le vostre forze, è solo così che possono diventare realtà.

Ringraziamo Carlo per averci dedicato il suo tempo e gli auguriamo un bocca in lupo per il futuro!

Vuoi sapere di più sugli artisti che frequentano l’Università degli Studi di Teramo? Allora clicca qui!

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