Ansia da esami: 5 modi per combatterla!

Ogni sessione vieni assalito dalla solita ansia da esami? Ammettilo, anche adesso, molto probabilmente, sei in pigiama nella completa disperazione pre-esame. Che tu abbia preparato degli schemi, riassunti o qualche rito magico per passare l’esame ti stai chiedendo solo una cosa. Quali sono le domande che potrebbe farmi?

Oscar Wilde diceva che gli sciocchi fanno domande alle quali i saggi non sanno rispondere. Quando ci facciamo questa domanda siamo un po’ sciocchi e saggi allo stesso tempo. Sai anche tu che non importa che ti chieda le caratteristiche della prima guerra mondiale, la definizione di globalizzazione o il tuo nome. L’ansia ci prende nell’istante in cui non crediamo più che le nostre capacità possano bastare a superare i problemi che ci vengono posti.

Ecco cinque modi di combattere l’ansia da esami in modo divertente!

#1 Quando ripassi gli appunti prima di un esame, ti accorgi che le parti più importanti sono illeggibili.

Quante volte, per non usare un altro foglio, abbiamo scritto qualcosa di indecifrabile e tremendamente minuscolo? Ecco usalo quel foglio! Ti fai prendere così tanto dall’ansia di quello che potrebbe chiederti ma non da quella di usare un altro minuscolo pezzo di carta. Ogni dettaglio nella vita è importante anche quello che non sei riusciuto a scrivere per mancanza di inchiostro o di carta. Ogni informazione in più non ti dà la certezza di passare l’esame ma ti dà una conoscenza in più ed è questo il motivo per cui sei all’università!

#2 L’80% dell’esame si basava sull’unica lezione a cui non sei andato, nella quale si parlava dell’unico libro che non hai letto.

Sì, succederà e cosa potrai farci? Chiedi ai tuoi compagni, leggi quel maledetto libro! La metà dei tuoi colleghi è sulla tua stessa barca, l’altra metà non se ne preoccupa troppo perché sa che l’unico modo per sopravvivere all’ansia da esami è studiare o non studiare affatto. Se pensi che il tuo unico problema sia un minuscolo paragrafo, scritto in una lingua che conoscono solo in due (il tuo professore e lo scrittore del libro), allora dovresti davvero leggere quel libro. Dovresti perché, oltre ad essere la terza persona in grado di decifrare quel paragrafo, potrebbe servirti un giorno, quando meno te lo aspetti.

#3 Più studi per un esame, e meno sai che risposta vogliono.

Forse questo è un bene anche se per molti può sembrare un vero e proprio male. Studiare tutto con una perenne ansia da esami ti fa finire nell’inevitabile condizione di dire tutto, anche quello che non è necessario. Hai presente la domanda “Di che colore è il cavallo bianco di Napoleone?” ecco tu saresti in grado di rispondere con il nome, l’età, l’atto di compravendita del cavallo, ma che è bianco sarebbe l’ultima cosa che ti verrebbe in mente. Questo perché, alle volte, quest’aria ansiosa che ci accompagna come la nuvoletta di Fantozzi ci fa perdere di vista le soluzioni ovvie.

Quante volte un voto non ci piace perchè pensiamo che per lo studio fatto meritiamo di più? Non meritiamo di più, non abbiamo studiato poi così molto e un voto è semplicemente una valutazione della nostra prestazione al momento. Tu non sei il tuo voto, non sei semplicemente le nozioni che hai appreso. Tu sei quello che fai di quello che hai appreso, sei il pensiero critico che muove la società, sei l’ansia che scompare sotto il nome di futuro!

#4 Quando non si può tornare indietro, bisogna soltanto preoccuparsi del modo migliore per avanzare.

Hai studiato tanto e su questo non puoi tornare indietro. Hai passato ore in quel dannato pigiama a chiederti perché non hai fatto schemi più chiari, perché devi leggere un altro libro o perché la magia è solo una stupida finzione e non c’è la formula magica per passare gli esami, per la felicità e per perdere chili dopo le feste. Ora non puoi tornare indietro e avanti non c’è nessun baratro insuperabile. Il miglior modo per avanzare, dopotutto, è un singolo passo alla volta, tastare il terreno affinché ci sorregga, seguire il sentiero tracciato o tracciarne uno nuovo.

#5 Per l’ultimo esame che devi dare per laurearti non ci sono appelli fino all’anno prossimo.

Questa è la legge di Seits sulle lauree. Per l’ultimo esame che devi dare per laurearti non ci sono appelli fino all’anno prossimo. Quindi rilassati, non c’è fretta di studiare e di farsi prendere da questa folle ansia da esami. Hai tutto il tempo del mondo per dare qualsiasi esame, salvo finire fuoricorso, pagare tasse su tasse e subire le ire dei tuoi genitori. L’ansia è determinata principalmente da quello che gli altri pensano di noi. Il professore penserà che io non sappia niente? I miei genitori mi crederanno un incapace? I miei colleghi cosa penseranno di me? Nessuno penserà niente, non sei un incapace e se proprio non sai quello che ti chiedono ad un esame almeno sai che devi studiare di più, non proprio niente! C’è tempo per quell’ultimo esame, non ha senso sprecarlo in pigiama in preda all’ansia da esami!

Ho voluto usare le parole di Arthur Bloch, il celebre scrittore della Legge di Murphy, per farti capire quando l’ansia da esami sia una questione di prospettiva. Se pensi che qualcosa possa andare male e poi va effettivamente male non è una conferma del tuo pensiero, è solo un caso. I pensieri negativi ci condizionano come quelli positivi e basta poco per farsi prendere dal panico. Le cose belle e quelle brutte capitano sempre nella vita, non aver paura che ti possano succedere solo cose brutte ma agisci affinché gli eventi, indipendentemente da come sono e li percepiamo, accadano!

Leggi anche i consigli anti-panico di Valeria,

che ci spiega come passare l’esame di Storia e Società del mondo contemporaneo.

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