La Rua: l’intervista esclusiva ad Alessandro Mariani

In questa intervista ti presenterò Alessandro Mariani, musicista di La Rua . Questa band, nata nel territorio del Piceno dal sodalizio artistico fra Daniele Incicco e Dario Faini, ora è uno dei gruppi di spicco nel nostro territorio. Abbiamo chiesto ad Alessandro di parlarci della sua vita da artista tramite qualche domanda.

Scopri il video dell’ultimo singolo de La Rua

Puoi raccontarci dei tuoi studi musicali?

Sin da piccolo mio padre mi faceva prendere in mano la chitarra e suonare qualche nota. Così all’età di 7 anni mi iscrisse nella scuola di musica del cugino che da un po’ di anni era già in attività nella città. Inizialmente grazie ai 3 insegnanti che ho avuto lì (ringrazio Fabio Bottazzo, Luca Maurizi e Cristian Regnicoli) ho intrapreso un percorso orientato principalmente sulla chitarra moderna (Rock / Pop / Hard Rock / Blues / Funky , anche a volte Metal quando è stato necessario) unito ad anni e anni interminabili di solfeggio fino a quando non ho preso la Licenza.

Successivamente ho avuto modo di studiare con chitarristi e musicisti della zona, e non solo , fino a quando non ho deciso di andare al Conservatorio dell’Aquila dove attualmente sono iscritto al trienno di Chitarra Jazz (capo del dipartimento il grande maestro Paolo di Sabatino). Contemporaneamente continuo comunque un percorso di studio con il mio insegnante (Domingo Muzietti). Grazie poi alle varie esperienze con i La Rua ho imparato molte cose girando posti, palchi, studi di registrazione, studi televisivi e quant’altro: d’altronde non tutte le cose si imparano a scuola!

Come sei entrato a far parte della band La Rua?

Era l’inverno del 2010, avevo 14 anni e una sera andai a sentire un concerto del gruppo di mio fratello Riccardo (chitarrista) in un locale, quando decise di farmi suonare un assolo su “Johnny Be Good”. Quella sera a sentire il concerto c’erano William e un nostro caro amico, ex-batterista delle prime formazioni La Rua. Qualche giorno dopo mi arrivò una chiamata dove mi chiesero se volevo provare a far qualcosa con loro e senza pensarci due volte accettai. Già dalla prima prova notai un grado di professionalità e serietà che non avevo mai visto prima e rimasi subito colpito. Quando poi ufficializzarono il mio ingresso con loro ne rimasi molto contento e soddisfatto, anche se in minima parte inadeguato. Ma questa sensazione lasciò ben presto lo spazio ad una soddisfazione personale così forte che mi ha permesso, sin da subito, di sostenere ritmi di lavoro sempre piu incalzanti. Posso dire che il punto di forza più grande de La Rua è stato da sempre la determinazione, trainata maggiormente da Daniele che da sempre è il primo cavallo di battaglia di questa squadra.

Parlaci dell’esperienza che hai vissuto ad Amici di Maria De Filippi.

Il mondo televisivo e il mondo della musica sono a mio parere due rette parallele: hanno sicuramente in comune il fatto del dover “far spettacolo” ma le modalità e gli approcci sono completamente diversi. “AMICI di Maria de Filippi” è un talent dove non viene messa alla prova solo la bravura e il talento di una band o di un singolo, ma è anche un luogo dove almeno 8 ore al giorno bisogna cercare di dare il massimo costantemente sotto telecamere e microfono, cosa a cui bisogna inizialmente farci l’abitudine. Considerando anche che le cose che normalmente un musicista fa in 5 minuti lì doveva esser fatto in 30 secondi (per via dei tempi televisivi molto stretti).

Questo programma è stato una bella palestra che ci ha aiutato a sostenere una mole di lavoro ancora più dura e intensa, perché ti permette per mesi di concentrarti solo ed esclusivamente sugli arrangiamenti e sui brani a cui bisognava lavorare. Inoltre, a differenza dei cantanti singoli che si ritrovavano sempre la base pronta, lavorando quindi solo ed esclusivamente sull’interpretazione, noi, come band, dovevamo dare un nostro “vestito” ad ogni brano che ci veniva assegnato. Daniele faceva il doppio lavoro anche con gli insegnanti di canto per mettere apposto delle tecniche o degli errori che magari commetteva.

Di certo questa esperienza ci ha lasciato molto più forti e anche consapevoli di quello che vuol dire fare per mestiere il musicista.

Hai qualche consiglio per chi desidera intraprendere la carriera artistica/musicale nel nostro territorio?

Credo che il punto di forza di chi voglia intraprendere un qualsiasi tipo di carriera in ambito musicale sia la determinazione e l’umiltà. Bisogna fare e credere in quello che si sente, ma bisogna anche essere autocritici al punto giusto, mettendo sempre in discussione il proprio lavoro. Che non vuol dire farlo vacillare, ma renderlo sempre più solido e funzionale. È importante ascoltare tanta musica, studiare ma è anche importante uscire dalla propria stanzetta, infatti ritengo sia fondamentale fare esperienze musicali con tante persone, perché solo così si riesce a trovare il proprio iter e ciò che ci piace realmente.

Insomma, dal mio piccolo, sento di consigliare di vivere con e per la musica, veramente consapevoli di ciò che si vuole e di quello che realmente ci piace.

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Photo Credit. Simon Alessandrini

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